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Scusate!

Perdonatemi per la mia assenza ma al momento ho qualche problemino al computer, purtroppo. Però sto già lavorando al prossimo articolo!

Un bacio a tutti e a presto! 🙂

 
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Pubblicato da su 24 maggio 2017 in Senza categoria

 

Festa della mamma

Buonasera a tutti!
Stavolta intendo dedicare un post speciale alla persona più importante che ognuno possiede nella propria vita: la mamma!
Oggi è un gran giorno perché si celebra la donna capace di dar noi la vita e di tenderci la mano in ogni istante, perfino quando commettiamo degli errori.
Mamma è colei che ama con tutta se stessa i propri figli; colei che non smette mai di farci delle raccomandazioni, non importa l’età che abbiamo; colei che si sacrifica per la famiglia; colei che non ci tradirebbe mai, per nulla al mondo; colei che nonostante la stanchezza, la mente occupata da altri pensieri o il dolore trova sempre il modo di sorriderci e di farci una carezza. Potrei elencare qualità all’infinito!
Invito anche coloro che forse non hanno un buon rapporto con la propria madre di far lei gli auguri, di farla sempre sentire una regina, di dimostrarle il vostro affetto che in fondo provate; dedicatele attenzioni e perdonatela, perdonatevi poiché ciascuno di noi ha dei difetti e ciascuno di noi commette degli sbagli. Per cui, donatele il vostro sorriso. Quanto a coloro che l’hanno persa, vi basta guardare su nel cielo e custodirla sempre nel vostro cuore. Lei sarà con voi sempre e in eterno.
Tanti auguri alla mia splendida e meravigliosa mamma che nonostante tutto ha sempre il coraggio e la forza di lottare e di affrontare ogni difficoltà poiché lei è una potente roccia, una fonte di straordinaria energia. Il tuo animo è puro ed io ti celebro tutti i giorni. Non posso che ammirarti e amarti immensamente ogni giorno di più. Grazie di esistere.
Auguri a tutte le mamme, a quelle presenti e a quelle purtroppo assenti.
Un bacio 🙂

 
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Pubblicato da su 14 maggio 2017 in Senza categoria

 

Liebster Award

liebster

Salve!

Innanzitutto ci tengo a ringraziare Ilblogvuoto per aver scelto il mio blog e me per rispondere alle undici domande da lui scritte per il Liebster Award! Per chi non lo sapesse, esso consiste nel fatto di rispondere a undici domande; dopo averlo fatto, bisogna scrivere altre undici domande e taggare altri blogger cosicchè loro rispondano a loro volta e così via. Tutto ciò aiuta i blog emergenti (e non solo) a crescere sempre più!

Bene, ecco le domande che mi sono state poste con risposte annesse:

  1. Come sarebbe la vostra vita senza arte?

In realtà, non riesco neppure ad immaginare la mia vita senza l’arte e le mie passioni più grandi. Suppongo però che sarebbe una vita vuota, senza alcuno spazio per la fantasia e per la raffinatezza che l’arte, insieme ad altri pochi ambiti, riesce ad esaltare.

2. Vi ritenete mai “bravi” nelle vostre passioni o cercate sempre di migliorare?

Personalmente penso di essere brava nelle mie passioni ma con umiltà, senza aria di superiorità; naturalmente cerco ogni giorno di migliorare perchè si impara sempre qualcosa di nuovo e perchè è sempre giusto essere i critici di se stessi. Dobbiamo sempre imparare dai nostri errori nella vita così come nelle nostre passioni. 

3. Se dovessero realizzare un film sulla vostra vita, di che genere sarebbe?

Penso che sarebbe senz’altro drammatico per alcuni versi e romantico per altri versi!

4. Quali sono 5 nazioni che adorereste visitare?

Inghilterra (che vedrò a breve!), Spagna, Norvegia, Germania e Repubblica Ceca anche se mi piacerebbe viaggiare un po’ in tutto il mondo!

5. Quanta parte di voi stessi emerge nelle vostre passioni?

Credo che nelle mie passioni emerga tantissimo riguardo al mio carattere, alla mia persona e al mio modo di vedere le cose.

6. Che rapporto avete con il vostro blog?

Adesso ho sicuramente un rapporto molto più bello rispetto a prima dal momento che avevo dovuto abbandonarlo. Ora lo sento proprio mio e noto che anche gli altri hanno iniziato ad apprezzarlo, e questo non può che rendermi fiera e felice.

7. C’è una cosa che vi piace ma che non rientra negli argomenti che trattate?

Certo! Ci sono tante altre cose che mi piacciono, per esempio la musica oppure la cucina, la sana alimentazione e lo sport o tutto ciò che appartiene a epoche passate (abiti, oggetti e quant’altro!)

8. Parlate mai del blog al di fuori del web?

Sì, ne parlo molto e mi piace farlo perchè trovo sia bello e giusto parlarne anche con le persone che si conoscono e con cui si sta a contatto fisicamente oltre a coloro che lo seguono virtualmente.

9. Se aveste una macchina spaziotemporale, andreste in un altro mondo o in un altro tempo?

Andrei in un altro tempo, senza dubbio. In un’altra epoca in cui tutto era diverso sotto ogni aspetto e in cui non vi erano le ingiustizie di oggi.

10. C’è qualcosa che era per voi indispensabile un tempo ma ora non più?

A dire il vero, al momento non ricordo!

11. Quand’è che, per voi, si può definire qualcosa come artistico?

Quando è capace di far vibrare l’anima tanto da rivivere gli scenari (o immaginarli), di trasmettere dei messaggi nascosti pronti a essere interpretati, naturalmente, quando è raffinato.

Ho trovato parecchio belle e interessanti queste domande 🙂

Adesso taggherò altri blogger e non per forza emergenti:

wwayne

Laura Parise

Fiumi d’inchiostro

Mille splendidi libri

valledeiforestieri

intempestivoviandante’s Blog

Il mestiere di leggere

OPINIONIWEB-XYZ

Libri viaggianti

Libri nella mente

Fall in books

ERIGIBBI

Per il momento mi fermo qui! Vorrei taggarne altri ma siete in tantissimi! Queste sono le mie domande per voi:

  1. Che rapporto avete con la scrittura e con l’arte?
  2. Avete mai pensato di scrivere un romanzo o magari ne avete già scritto qualcuno?
  3. Qual è il vostro desiderio più grande?
  4. Pensate che un buon scrittore debba anche essere un vorace lettore?
  5. Leggete molto?
  6. Se siete accaniti lettori, quali generi preferite?
  7. Esiste secondo voi un filo che lega la poesia alla filosofia e all’arte? O sono elementi in contrasto come la passione e la ragione? O anche quest’ultimo contrasto è solo un’illusione?
  8. Cos’è secondo voi la Bellezza?
  9. Di solito in che modo trascorrete il tempo libero?
  10. Che rapporto avete con la vostra persona?
  11. Se vi dicessero di assumere le sembianze di un animale per un giorno, quale vorreste essere?

 

Spero vi piacciano queste domande! Quando risponderete taggatemi perchè sono curiosa di leggere! Naturalmente non siete obbligati a partecipare.

Un bacio a tutti 🙂

 
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Pubblicato da su 10 maggio 2017 in Senza categoria

 

La natura che incanta

Natura

Avete mai pensato attentamente alla natura? Spesso, anche se si vive in città, si sente il bisogno di staccarsi dal mondo caotico che ci circonda.
La prima meta che viene in mente è senz’altro la natura. Vi è mai accaduto di andare in un bosco e di perdervi in esso, nella sua bellezza? In quei luoghi ogni cosa è differente, tutto è magico e assume nuove sfumature. Si resta incantati dinanzi ai maestosi alberi, tanto alti da raggiungere quasi il cielo e, soprattutto, si assaporano nuovi profumi e si respira un’aria nuova, pulita. Non vi è alcuno spazio per lo smog o semplicemente per i rumori. Ogni cosa è avvolta dalla quiete e si prova a chiudere gli occhi si prova una pace interiore.
Questa è la ragione per cui molte persone che praticano yoga o meditazione si dirigono presso un bosco o in montagna. In tali posti nessuno può disturbare.
 Gli unici suoni che si riescono a udire sono il fruscio degli alberi o il canto delle cicale.
È un’emozione unica. Ogni volta che mi è capitato di recarmi nella natura, mi sono sempre seduta per restare in silenzio e osservare l’ambiente intorno a me. Sicuramente l’aria è più fredda ma non ha alcuna importanza poiché ne vale davvero la pena. Io personalmente sarei anche disposta ad avere una casa in montagna!
Ad ogni modo, penso che tutti voi abbiate avuto l’opportunità di provare determinate emozioni.
Per non parlare poi del profumo della pioggia o della rugiada.
Tutto ciò di cui sto parlando emerge perfettamente dalle parole di Gabriele D’Annunzio nella sua poesia “La pioggia nel pineto”, che trovo a dir poco sublime.
Le immagini che descrive sembrano quasi musica. Sì, è così: si riesce proprio a sentire una certa musicalità nei versi. Inoltre, tale poesia conferisce un senso di tranquillità, di serenità. Ogni immagine è descritta in modo impeccabile tanto che, se fosse qualcun altro a leggercela e noi chiudessimo gli occhi, potremmo benissimo vedere l’intero scenario.
Tra l’altro, D’annunzio è come se parlasse con la sua amata Ermione e la paragona proprio alla natura. Dunque vi è anche una personificazione della natura. E cosa c’è di più bello dell’essere paragonati a essa?
Adesso lascerò che sia proprio l’autore a parlare con la sua poesia cosicché riusciate a comprendere ancor di più tutto ciò che ho detto fin dall’inizio:
“Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione.Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, ascolta. L’accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall’umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s’allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s’ode voce del mare.
Or s’ode su tutta la fronda
crosciare
l’argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell’aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sìche par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l’erbe,
i denti negli alvèoli
con come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione”.

Non la trovate splendida e simile a una melodia? Ci si trova quasi disarmati dinanzi a tanta bellezza quando ci troviamo fuori dal caos.
Un bacio e buonanotte a tutti 🙂
 
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Pubblicato da su 9 maggio 2017 in Senza categoria

 

L’amore secondo Hegel

Salve a tutti, carissimi!

Per iniziare citerò un frammento di un’opera importante di Hegel, “Scritti teologici giovanili”, in cui parla dell’amore, appunto.

“Colui che prende non si trova con ciò più ricco dell’altro: si arricchisce, certo, ma altrettanto fa l’altro; parimenti quello che dà non diviene più povero: nel dare all’altro egli ha altrettanto accresciuto i suoi propri tesori. Giulietta nel “Romeo e Giulietta”: “Più ti dò, tanto più io ho eccetera”. L’amore acquista questa ricchezza di vita nello scambiare tutti i pensieri, tutte le molteplicità dell’anima, poiché cerca infinite differenze e trova infinite unificazioni, s’indirizza alla molteplicità della natura per bere amore da ognuna delle sue vite. Quel che c’è di più proprio si unifica nel contatto e nelle carezze degli amanti, fino a perdere la coscienza, fino al toglimento di ogni differenza: quel che è mortale ha deposto il carattere della separabilità, ed è spuntato un germe dell’immortalità”.

Bene, concentriamoci su queste parole. Molte persone, oggi, purtroppo credono che l’amore si basi solamente sul fatto di dover “ricevere” qualcosa. Ma è davvero così? A mio parere, e anche secondo quello del celebre filosofo, no. Amore vuol dire condividere qualunque cosa con l’altro: la gioia, il dolore e così via. Perchè in tanti vogliono ricevere qualcosa dall’altra parte quando loro non fanno nemmeno un minimo sforzo nei confronti del proprio partner? L’amore sta anche nel dare ed essere felici di ciò. Come afferma Hegel, dare ci arricchisce, non ci toglie qualcosa. Se pensiamo di fare una carezza aspettando che questa venga sempre ricambiata, allora che gusto c’è? Certo, sicuramente è naturale che vogliamo vedere lo stesso dall’altra parte ma ogni tanto è anche bene non pensare a determinate cose. Hegel cita perfino Giulietta la quale afferma che più dà a Romeo, più lei possiede. Non trovate che sia qualcosa di stupendo? Tutto si unifica, appunto. Non dobbiamo sempre star lì a cercare differenze che probabilmente non troveremo. Ciò che è mortale diviene immortale. Qual è il significato di ciò? Il significato è che qualcosa di mortale è destinato a dividersi ma nel momento in cui diventa immortale, allora tutto cambia, ogni muro viene abbattuto. I sentimenti restano legati. Credo sia un’immagine bellissima quella che ci propone Hegel.

Solitamente molte persone non gradiscono Hegel, in quanto lo trovano noioso o magari credono che i suoi concetti siano talvolta complessi da comprendere. In realtà dietro le sue parole vi sono dei messaggi stupendi che, se leggiamo attentamente, tutti saremo in grado di cogliere. Penso sia uno dei filosofi più straordinari, è senz’altro tra i miei preferiti. Come potete vedere, in poche righe è stato in grado di farci capire degli elementi fondamentali i quali vanno a completare una relazione tra due persone, un amore autentico. Dunque, dedichiamo le nostre attenzioni a coloro che amiamo senza dover necessariamente pretendere qualcosa in cambio poiché non vi è gioia più grande di far sorridere l’altro, di fargli provare delle emozioni, specie quando ne ha più bisogno poichè, si sa, non siamo destinati a restare in eterno su questa terra. Credo che tutti siate d’accordo con me riguardo a ciò. Ad ogni modo, basta poco per innamorarsi di Hegel!

Un bacio e buona serata 🙂

 
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Pubblicato da su 7 maggio 2017 in Senza categoria

 

I più belli

Volgo il mio sorriso a te
Poiché oggi è un giorno speciale;
Oh, un fiore è sbocciato e
Ciò desta in me gioia;
Tal fiore è
Il mio dono per te, ricordi?
I tuoi occhi mi osservano
Seppur mediante una fotografia;
Adoro illudermi che
Tu lo stia facendo realmente;
Oh, qual felicità riempirebbe
La mia anima;
La verità è che mai
Ci si rassegna;
Mio tesoro immenso,
Tu lo comprendi, non è vero?
Su questa gelida terra
Non sono rimasti che
Frammenti di cuore;
Oh, quanto sarebbe bello
Se tu potessi coglierli uno
Ad uno per poi rimetterli insieme;
Ti sorrido ancora in compagnia
Delle mie lacrime;
Auguri nonostante la tua
Assenza;
Auguri perché per me sarà
Sempre la celebrazione della tua
Nascita;
E fra queste gocce simili
A cristalli, ti porgo
I fiori più belli;
Solo i più belli per te, sempre.

Giulia

 
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Pubblicato da su 5 maggio 2017 in Senza categoria

 

Primavera

Buongiorno a tutti!

Dal momento che siamo in primavera, credo non ci sia momento migliore per condividere e analizzare con voi un dipinto bellissimo: “La Primavera” di Sandro Botticelli, il quale risale al 1482/1483 circa e si trova presso la Galleria degli Uffizi di Firenze. Esso è stato creato con la tempera su tavola.

Prima di approfondire il quadro, è opportuno fare delle premesse: siamo nel ‘400 ed è l’epoca del secondo Rinascimento in cui uno degli obiettivi principali è quello di pubblicizzare all’esterno la città di Firenze, la sua forza culturale; tra l’altro, vi è anche il concilio della chiesa d’Oriente e della chiesa d’Occidente a Firenze e ciò comporta che alcuni appartenenti all’impero bizantino si recano presso la città e restano lì divenendo anche precettori nelle famiglie fiorentine. In questa seconda fase, inoltre, emerge il Neoplatonismo con Plotino dove l’idea coincide con Dio. Ad esempio, l’oro rappresenta la luce divina. L’idea si esprime con un principio che non è misurabile.

Tutto ciò fa sì che vi sia una spinta spirituale profonda che faccia trascendere la materia per giungere all’idea ed essa viene chiamata “furor”. Esso in Botticelli è un “furor malinconicus”, ossia vi è la consapevolezza che l’idea non si può mai raggiungere. Se per Leonardo Da Vinci il furor è un “furor naturalis” in cui l’idea coinvolge tutti e si concentra sulla natura nei suoi piccoli e grandi aspetti (differenza tra microcosmo e macrocosmo), per Lorenzo Il Magnifico della corte dei De Medici e per Botticelli, solo pochi possono arrivare all’idea.

Bene, come potete vedere, abbiamo unito arte e filosofia. Passiamo all’analisi del quadro:

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Esso, insieme a “La Nascita di Venere”, è stato dipinto da Botticelli come regalo di nozze per Pierfrancesco De Medici. Il dipinto si rifà alla cultura neoplatonica ed è ambientato presso un giardino in cui è presente un aranceto.

Il dipinto parte da destra in cui possiamo notare Zefiro, il Dio del vento, che afferra la ninfa Cloris e dalla bocca di quest’ultima nasce Flora, ovvero la dea della germinazione; tale immagine rappresenta l’amore carnale, l’amore istintuale. Incorniciata da una nicchia di mirto, vi è Venere (Venus humanitas) che sta in una posizione sopraelevata in quanto ella ci conduce verso Dio; e dunque possiamo vedere che all’amore istintuale si contrappone poi, grazie a Venere, l’amor humanitas come bene che conduce a Dio, appunto. Difatti, sembrerebbe quasi che Venere sia in gravidanza poiché porterebbe in grembo tutti i beni dell’umanità. La sua figura porta la calma grazie all’inchino del capo e al suo cenno di saluto. Al suo fianco, troviamo le tre Grazie che conferiscono un’accelerazione compositiva al dipinto per i loro corpi flessuosi e per i loro panneggi svolazzanti. L’ultima figura a sinistra è Mercurio, il quale incarna l’amore intellettuale e contemplativo, che con un caduceo (simbolo della concordia) districa le nuvole. Egli può anche avere sia funzione di messaggero sia di Dio psicopompo, cioè che conduce le anime dei morti. In alto vi è Eros bendato che punta una freccia su una delle tre Grazie che sta guardando Mercurio.

Eccetto Venere le figure sono tutte sullo stesso piano. Non vi è prospettiva poiché non vi è razionalità e i corpi non hanno volume, bensì ognuno ha la propria dimensione di luce. Ciascuna sagoma è come se ballasse da sola racchiusa nel suo gesto. I veli delle tre Grazie hanno una linea di riferimento, inoltre.

I colori utilizzati sono molto raffinati e alcuni di essi hanno delle tonalità pastello. Tra l’altro, è molto particolare l’abito della dea Flora che rende giustizia al suo stesso nome. Insomma, un dipinto che merita di essere visto di persona, da vicino e di essere osservato con calma in tutti questi dettagli che lo rendono favoloso.

Fatemi sapere se anche voi lo apprezzate. Spero di essere stata chiara nella descrizione e che questo post sia stato di vostro gradimento.

Un bacio e buona giornata! 🙂

 
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Pubblicato da su 3 maggio 2017 in Senza categoria