La conoscenza: una luce spesso orientata verso l’oblio

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La conoscenza è ciò che rappresenta noi stessi: è il nostro bagaglio culturale ma anche la consapevolezza dei valori più importanti. A tal proposito, Platone ci aveva già parlato in una delle sue opere più famose, ovvero la Repubblica, di questo tema mediante il mito della caverna.
Dobbiamo immaginare di scorgere degli uomini imprigionati all’interno di una caverna, legati da delle catene le quali rappresentano i pregiudizi che la società ci impone impedendo di conoscere la verità, che riescono a vedere solo ciò che si trova dinanzi a essi; alle loro spalle vi è un muretto su cui passano degli oggetti e dietro a questo muretto è presente un fuoco. Gli uomini riescono a vedere solamente le ombre delle immagini che il fuoco proietta sulle pareti che sono in fondo alla caverna. Qualora saranno riusciti a sciogliere le catene (dato che non tutti riescono a farlo), potranno notare gli oggetti sul muretto e inoltre sarà loro possibile uscire fuori dove, una volta abituatisi alla luce del sole, entreranno a contatto con gli oggetti reali della conoscenza. Il più importante oggetto è il sole stesso, in quanto simbolo dell’idea del bene poiché consente di percepire gli oggetti sensibili e permette all’intelletto di conoscere gli oggetti intelligibili, ossia le idee, perché crea la verità. È in questo modo che avviene il processo di formazione del filosofo, il quale dovrà ergersi sulla città e renderla giusta. Il compito del filosofo è dunque quello di divulgare la conoscenza nonostante però egli stesso rappresenti il modello più alto dell’umanità perché è colui che sa ogni cosa ma che soprattutto è riuscito ad acquisire le idee. D’altra parte però, è possibile anche incorrere in conoscenze illusorie che possiamo paragonare a delle false ombre degli oggetti che si trovano all’interno della caverna. Queste conoscenze illusorie possono essere date per esempio dai social network, dalla televisione che molto spesso non fa altro che offuscare la nostra mente e alimentare i nostri dubbi; insomma, ciò che ruota attorno al mondo, specialmente oggi.
Quindi, come possiamo notare, la conoscenza non deve essere fine a se stessa; bensì dev’essere diffusa tra tutti gli uomini affinché questi divengano capaci di autogovernarsi e di rendere sapiente il prossimo. Tutto è un circolo continuo che porta perfino alla conoscenza dei valori più alti, come dicevo all’inizio dell’articolo, ad esempio la virtù. La virtù è ciò che rende un uomo giusto e consiste nel sapere quando agire bene e nel saper distinguere il bene dal male.
Ancora oggi ci si impegna a divulgare la conoscenza mediante la scrittura di libri, mediante importanti conferenze o semplicemente mediante il sistema scolastico e universitario così da plasmare degli individui che siano anche in grado di confrontarsi tra loro.
Conoscenza è, per concludere, volontà e dedizione.

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. kutukamus
    Mag 06, 2017 @ 05:57:55

    Knowledge—in search of the truth
    Deep and deeper unveiling the secrets
    Far and farther exploring the vast universe 🙂

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