Sentiero di luce

​”Lungo il mio sentiero una luce

Si prospetta dinanzi ai miei occhi;

È il tramonto e il cielo inizia ad assumere una rosea tonalità; 

Intorno a me nuove speranze si

Fanno strada silenziosamente; 

Una melodia riempie l’aria ed io

Inizio a danzare sul mondo;

Atmosfera di pace, di prospettive che sapranno ricondurmi a ciò che realmente mi appartiene; 

Pazienza e tenacia, nitidi 

Orizzonti in lontananza;

Rivolgo un sorriso ai passanti, 

La mia mente sa dove dirigersi; 

Continuo a camminare lungo il 

Sentiero, piena di me e senza voltarmi”


Giulia

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Ciò che l’acqua mi ha dato, Frida Kahlo

Salve a tutti, finalmente rieccomi qui!
Questo articolo sarà dedicato ad un’artista emersa maggiormente negli ultimi anni: Frida Kahlo. Andremo ad analizzare uno dei suoi dipinti più significativi ma prima è giusto sapere chi fosse lei veramente, per cui ve la illustrerò.
Frida Kahlo era messicana e fin da piccola ha sempre mostrato una forte e spiccata personalità; nel 1922 decise di voler diventare medico e dunque s’iscrisse alla “Escuela Nacional” preparatoria. Presso questa scuola si unì ai Cachuchas, ossia un gruppo di studenti che sostenevano il socialismo nazionale; inoltre iniziò a creare per divertimento i ritratti dei suoi compagni e s’innamorò di un ragazzo di nome Alejandro Gòmez Arias, il quale era capo spirituale e ispiratore dei Cachuchas.
Purtroppo un evento brutale cambiò totalmente la sua esistenza. Il 17 Settembre del 1925, a soli diciotto anni, Frida stava prendendo l’autobus con Alejandro per tornare a casa dal momento che era uscita da scuola e vi fu un incidente che causò lo scontro fra l’autobus e un tram. L’autobus finì contro un muro e Frida riportò danni molto gravi in più zone del corpo: la colonna vertebrale le si spezzò in tre punti nella regione lombare, si frantumò il collo del femore e le costole, ebbe undici fratture alla gamba sinistra, il piede destro le rimase schiacciato e slogato, la spalla sinistra le rimase lussata e l’osso pelvico le si spezzò in tre punti. Ma la cosa più grave fu la seguente: un corrimano dell’autobus le entrò in un fianco per poi uscirle dalla vagina. Nel corso della sua vita subì trentadue operazioni.
Per un lungo periodo fu costretta a stare a riposo e con il busto ingessato. Da questo momento in poi l’arte divenne più che mai la sua ragion d’essere. Cominciò a dipingere autoritratti delle persone a lei care, tra cui uno per Alejandro. Stava stesa su un letto a baldacchino e i suoi genitori hanno pensato, oltre a regalarle dei colori, di far costruire uno specchio sul soffitto del letto in modo che lei potesse specchiarsi e dipingere anche se stessa. Di fatti, ha dipinto molti quadri che la ritraggono in diversi modi e sempre con riferimento alle sue condizioni. Non appena poté tornare a camminare, nonostante abbia sopportato dolori fino alla fine dei suoi giorni, sottopose i suoi lavori alla critica di Diego Rivera, pittore piuttosto rinomato all’epoca. Quest’ultimo ne rimase molto colpito tanto che la inserì nella scena politica e culturale messicana. Tra l’altro, i due s’innamorarono e si sposarono, nonostante lei sapesse dei numerosi tradimenti da parte dell’uomo che continuarono a verificarsi anche successivamente.
A partire dal 1938 la sua arte pittorica si sviluppò notevolmente: non dipinse più solamente autoritratti che raccontassero le vicende della sua vita, bensì quadri che si riferissero al suo stato interiore e al suo modo di percepire la relazione con il mondo; il soggetto ricorrente di tali dipinti è un bambino che sta a rappresentare se stessa. In molti la definirono una surrealista anche se lei non credeva di esserlo; più che altro le sue opere erano composte da immagini che simboleggiavano sempre qualcosa che avesse a che fare con vari momenti della sua vita.
Poco tempo prima di morire, a Frida fu amputata la gamba destra poiché era ormai in cancrena; morì il 13 Luglio del 1954 all’età di quarantasette anni a causa di un’embolia polmonare. L’ultima frase che scrisse sul suo diario personale fu la seguente: “Spero che la fine sia gioiosa e spero di non tornare mai più”.
Ecco, abbiamo ripercorso la sua storia a grandi linee. Come potete vedere, Frida soffrì molto per le sue condizioni di salute, per il marito che la tradiva ripetutamente e per il fatto che non riuscì mai ad avere dei figli a causa del suo fisico. Tuttavia, trovo sia stata una donna saggia, coraggiosa, carismatica e con la voglia di affrontare la vita nonostante il destino non fosse stato clemente nei suoi confronti.
Ora ci concentreremo su uno dei suoi dipinti più famosi e che è il mio preferito poiché è intriso della sua vita, al suo interno vi sono gli eventi che l’hanno segnata.
Il nome del quadro è “Ciò che l’acqua mi ha dato”:

Questo dipinto è quello che più fra tutti viene definito surrealista e in cui è evidente l’influenza da parte di Salvador Dalì, in particolar modo per l’insistenza sui dettagli minuziosi.
Si tratta di un dipinto a olio ed è del 1939.
Ciò che raffigura è una vasca da bagno da cui fuoriescono le gambe e i piedi della pittrice. Sull’acqua sono riflesse delle immagini: innanzitutto possiamo notare Frida stessa nuda e morente, strangolata da una corda su cui camminano degli insetti e degli equilibristi che a mio parere stanno ad indicare il suo tragico destino e le sue condizioni fisiche che l’hanno costretta a vivere un’esistenza colma di sofferenze; vi è del sangue anche sul piede destro che esce dalla vasca; inoltre la corda che stringe il suo collo è legata anche al polso di un uomo steso poco distante da lei che sta probabilmente ad indicare Diego Rivera e al fatto che lei lo amasse profondamente e che gli fosse molto “legata”, appunto; accanto alla donna vi è un tipico abito messicano, indumento con cui era solita coprire il suo corpo e dunque tutte le sue ferite, le sue cicatrici; sul lato destro vediamo un uomo con dei baffi neri e una donna al suo fianco che rappresentano i genitori di Frida, pilastri fondamentali della sua vita; su un letto vi è Frida in compagnia di un’altra donna e sono entrambe nude, ciò sta ad indicare le relazioni omosessuali che talvolta lei intraprendeva; dietro vediamo un vulcano in fiamme da cui fuoriesce un grattacielo e ai piedi del vulcano vi è seduto uno scheletro; accanto al vulcano sul lato sinistro vi è poi un albero spoglio con un uccello steso sui rami, quasi come se stesse morendo; entrambe le immagini rappresentano sia il suo presente che il suo futuro, per esempio il suo divorzio da Diego Rivera in quel periodo, nonostante in seguito si siano poi riconciliati, oppure il suo stato di salute che via via andò ad aggravarsi.
Questo quadro è come uno specchio della sua esistenza: è come se lei guardasse l’acqua e vedesse tutto ciò che l’ha caratterizzata e che ha contribuito a renderla la persona che era; un po’ come Narciso quando si specchiò e vide il suo riflesso. Qui invece vi è il riflesso di una vita intera, composta più che altro da dispiaceri, purtroppo.
È stata una persona veramente straordinaria perché sfiderei chiunque a vivere in determinate condizioni; la maggior parte probabilmente cadrebbe in preda allo sconforto e alla depressione, e sarebbe una reazione del tutto normale. Ciò che colpisce di lei è proprio questo: è stata capace di fare delle sue sventure un’arte che le ha consentito di farsi strada nel mondo e di essere apprezzata per ciò che era.
Tra l’altro vi invito a vedere anche il film che s’intitola proprio “Frida” che ripercorre la sua biografia e in cui l’artista è interpretata dalla bravissima attrice Salma Hayek; a mio parere si cala nei panni di Frida in modo eccellente.
Nella mia amata città, Palermo, vi è una pizzeria di nome “Frida” proprio in suo onore e non posso che esserne fiera; se vi capita di passare, vi consiglio di andarci perché le pizze sono buonissime!
Attualmente (precisamente dal 6 Maggio) è in corso a Roma una mostra gratuita che andrà avanti fino all’1 Luglio, se vi può interessare. Si trova alla Thesign Gallery e il titolo è “Lucienne Bloch: dentro la vita di Frida Kahlo”. Immagino sarà stupenda e ne approfitto per lasciarvi il link così potrete leggere qualche informazione in più: https://www.investireoggi.it/lifestyle/mostra-lucienne-bloch-dentro-la-vita-frida-kahlo-roma-2017-date-orari/

Che dire, spero vi sia piaciuto questo articolo, di essere stata chiara e che la storia e i lavori di questa pittrice abbiano lasciato qualcosa in voi, esattamente come è successo a me.
Un abbraccio a tutti! 🙂

Scusate!

Perdonatemi per la mia assenza ma al momento ho qualche problemino al computer, purtroppo. Però sto già lavorando al prossimo articolo!

Un bacio a tutti e a presto! 🙂

Festa della Mamma

Buonasera a tutti!
Stavolta intendo dedicare un post speciale alla persona più importante che ognuno possiede nella propria vita: la mamma!
Oggi è un gran giorno perché si celebra la donna capace di dar noi la vita e di tenderci la mano in ogni istante, perfino quando commettiamo degli errori.
Mamma è colei che ama con tutta se stessa i propri figli; colei che non smette mai di farci delle raccomandazioni, non importa l’età che abbiamo; colei che si sacrifica per la famiglia; colei che non ci tradirebbe mai, per nulla al mondo; colei che nonostante la stanchezza, la mente occupata da altri pensieri o il dolore trova sempre il modo di sorriderci e di farci una carezza. Potrei elencare qualità all’infinito!
Invito anche coloro che forse non hanno un buon rapporto con la propria madre di far lei gli auguri, di farla sempre sentire una regina, di dimostrarle il vostro affetto che in fondo provate; dedicatele attenzioni e perdonatela, perdonatevi poiché ciascuno di noi ha dei difetti e ciascuno di noi commette degli sbagli. Per cui, donatele il vostro sorriso. Quanto a coloro che l’hanno persa, vi basta guardare su nel cielo e custodirla sempre nel vostro cuore. Lei sarà con voi sempre e in eterno.
Tanti auguri alla mia splendida e meravigliosa mamma che nonostante tutto ha sempre il coraggio e la forza di lottare e di affrontare ogni difficoltà poiché lei è una potente roccia, una fonte di straordinaria energia. Il tuo animo è puro ed io ti celebro tutti i giorni. Non posso che ammirarti e amarti immensamente ogni giorno di più. Grazie di esistere.
Auguri a tutte le mamme, a quelle presenti e a quelle purtroppo assenti.
Un bacio 🙂

Liebster Award

liebster

Salve!

Innanzitutto ci tengo a ringraziare Ilblogvuoto per aver scelto il mio blog e me per rispondere alle undici domande da lui scritte per il Liebster Award! Per chi non lo sapesse, esso consiste nel fatto di rispondere a undici domande; dopo averlo fatto, bisogna scrivere altre undici domande e taggare altri blogger cosicchè loro rispondano a loro volta e così via. Tutto ciò aiuta i blog emergenti (e non solo) a crescere sempre più!

Bene, ecco le domande che mi sono state poste con risposte annesse:

  1. Come sarebbe la vostra vita senza arte?

In realtà, non riesco neppure ad immaginare la mia vita senza l’arte e le mie passioni più grandi. Suppongo però che sarebbe una vita vuota, senza alcuno spazio per la fantasia e per la raffinatezza che l’arte, insieme ad altri pochi ambiti, riesce ad esaltare.

2. Vi ritenete mai “bravi” nelle vostre passioni o cercate sempre di migliorare?

Personalmente penso di essere brava nelle mie passioni ma con umiltà, senza aria di superiorità; naturalmente cerco ogni giorno di migliorare perchè si impara sempre qualcosa di nuovo e perchè è sempre giusto essere i critici di se stessi. Dobbiamo sempre imparare dai nostri errori nella vita così come nelle nostre passioni. 

3. Se dovessero realizzare un film sulla vostra vita, di che genere sarebbe?

Penso che sarebbe senz’altro drammatico per alcuni versi e romantico per altri versi!

4. Quali sono 5 nazioni che adorereste visitare?

Inghilterra (che vedrò a breve!), Spagna, Norvegia, Germania e Repubblica Ceca anche se mi piacerebbe viaggiare un po’ in tutto il mondo!

5. Quanta parte di voi stessi emerge nelle vostre passioni?

Credo che nelle mie passioni emerga tantissimo riguardo al mio carattere, alla mia persona e al mio modo di vedere le cose.

6. Che rapporto avete con il vostro blog?

Adesso ho sicuramente un rapporto molto più bello rispetto a prima dal momento che avevo dovuto abbandonarlo. Ora lo sento proprio mio e noto che anche gli altri hanno iniziato ad apprezzarlo, e questo non può che rendermi fiera e felice.

7. C’è una cosa che vi piace ma che non rientra negli argomenti che trattate?

Certo! Ci sono tante altre cose che mi piacciono, per esempio la musica oppure la cucina, la sana alimentazione e lo sport o tutto ciò che appartiene a epoche passate (abiti, oggetti e quant’altro!)

8. Parlate mai del blog al di fuori del web?

Sì, ne parlo molto e mi piace farlo perchè trovo sia bello e giusto parlarne anche con le persone che si conoscono e con cui si sta a contatto fisicamente oltre a coloro che lo seguono virtualmente.

9. Se aveste una macchina spaziotemporale, andreste in un altro mondo o in un altro tempo?

Andrei in un altro tempo, senza dubbio. In un’altra epoca in cui tutto era diverso sotto ogni aspetto e in cui non vi erano le ingiustizie di oggi.

10. C’è qualcosa che era per voi indispensabile un tempo ma ora non più?

A dire il vero, al momento non ricordo!

11. Quand’è che, per voi, si può definire qualcosa come artistico?

Quando è capace di far vibrare l’anima tanto da rivivere gli scenari (o immaginarli), di trasmettere dei messaggi nascosti pronti a essere interpretati, naturalmente, quando è raffinato.

Ho trovato parecchio belle e interessanti queste domande 🙂

Adesso taggherò altri blogger e non per forza emergenti:

wwayne

Laura Parise

Fiumi d’inchiostro

Mille splendidi libri

valledeiforestieri

intempestivoviandante’s Blog

Il mestiere di leggere

OPINIONIWEB-XYZ

Libri viaggianti

Libri nella mente

Fall in books

ERIGIBBI

Per il momento mi fermo qui! Vorrei taggarne altri ma siete in tantissimi! Queste sono le mie domande per voi:

  1. Che rapporto avete con la scrittura e con l’arte?
  2. Avete mai pensato di scrivere un romanzo o magari ne avete già scritto qualcuno?
  3. Qual è il vostro desiderio più grande?
  4. Pensate che un buon scrittore debba anche essere un vorace lettore?
  5. Leggete molto?
  6. Se siete accaniti lettori, quali generi preferite?
  7. Esiste secondo voi un filo che lega la poesia alla filosofia e all’arte? O sono elementi in contrasto come la passione e la ragione? O anche quest’ultimo contrasto è solo un’illusione?
  8. Cos’è secondo voi la Bellezza?
  9. Di solito in che modo trascorrete il tempo libero?
  10. Che rapporto avete con la vostra persona?
  11. Se vi dicessero di assumere le sembianze di un animale per un giorno, quale vorreste essere?

 

Spero vi piacciano queste domande! Quando risponderete taggatemi perchè sono curiosa di leggere! Naturalmente non siete obbligati a partecipare.

Un bacio a tutti 🙂

La natura che incanta

Natura

Avete mai pensato attentamente alla natura? Spesso, anche se si vive in città, si sente il bisogno di staccarsi dal mondo caotico che ci circonda.
La prima meta che viene in mente è senz’altro la natura. Vi è mai accaduto di andare in un bosco e di perdervi in esso, nella sua bellezza? In quei luoghi ogni cosa è differente, tutto è magico e assume nuove sfumature. Si resta incantati dinanzi ai maestosi alberi, tanto alti da raggiungere quasi il cielo e, soprattutto, si assaporano nuovi profumi e si respira un’aria nuova, pulita. Non vi è alcuno spazio per lo smog o semplicemente per i rumori. Ogni cosa è avvolta dalla quiete e si prova a chiudere gli occhi si prova una pace interiore.
Questa è la ragione per cui molte persone che praticano yoga o meditazione si dirigono presso un bosco o in montagna. In tali posti nessuno può disturbare.
 Gli unici suoni che si riescono a udire sono il fruscio degli alberi o il canto delle cicale.
È un’emozione unica. Ogni volta che mi è capitato di recarmi nella natura, mi sono sempre seduta per restare in silenzio e osservare l’ambiente intorno a me. Sicuramente l’aria è più fredda ma non ha alcuna importanza poiché ne vale davvero la pena. Io personalmente sarei anche disposta ad avere una casa in montagna!
Ad ogni modo, penso che tutti voi abbiate avuto l’opportunità di provare determinate emozioni.
Per non parlare poi del profumo della pioggia o della rugiada.
Tutto ciò di cui sto parlando emerge perfettamente dalle parole di Gabriele D’Annunzio nella sua poesia “La pioggia nel pineto”, che trovo a dir poco sublime.
Le immagini che descrive sembrano quasi musica. Sì, è così: si riesce proprio a sentire una certa musicalità nei versi. Inoltre, tale poesia conferisce un senso di tranquillità, di serenità. Ogni immagine è descritta in modo impeccabile tanto che, se fosse qualcun altro a leggercela e noi chiudessimo gli occhi, potremmo benissimo vedere l’intero scenario.
Tra l’altro, D’annunzio è come se parlasse con la sua amata Ermione e la paragona proprio alla natura. Dunque vi è anche una personificazione della natura. E cosa c’è di più bello dell’essere paragonati a essa?
Adesso lascerò che sia proprio l’autore a parlare con la sua poesia cosicché riusciate a comprendere ancor di più tutto ciò che ho detto fin dall’inizio:
“Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione.Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, ascolta. L’accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall’umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s’allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s’ode voce del mare.
Or s’ode su tutta la fronda
crosciare
l’argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell’aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sìche par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l’erbe,
i denti negli alvèoli
con come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione”.

Non la trovate splendida e simile a una melodia? Ci si trova quasi disarmati dinanzi a tanta bellezza quando ci troviamo fuori dal caos.
Un bacio e buonanotte a tutti 🙂

L’amore secondo Hegel

Salve a tutti, carissimi!

Per iniziare citerò un frammento di un’opera importante di Hegel, “Scritti teologici giovanili”, in cui parla dell’amore, appunto.

“Colui che prende non si trova con ciò più ricco dell’altro: si arricchisce, certo, ma altrettanto fa l’altro; parimenti quello che dà non diviene più povero: nel dare all’altro egli ha altrettanto accresciuto i suoi propri tesori. Giulietta nel “Romeo e Giulietta”: “Più ti dò, tanto più io ho eccetera”. L’amore acquista questa ricchezza di vita nello scambiare tutti i pensieri, tutte le molteplicità dell’anima, poiché cerca infinite differenze e trova infinite unificazioni, s’indirizza alla molteplicità della natura per bere amore da ognuna delle sue vite. Quel che c’è di più proprio si unifica nel contatto e nelle carezze degli amanti, fino a perdere la coscienza, fino al toglimento di ogni differenza: quel che è mortale ha deposto il carattere della separabilità, ed è spuntato un germe dell’immortalità”.

Bene, concentriamoci su queste parole. Molte persone, oggi, purtroppo credono che l’amore si basi solamente sul fatto di dover “ricevere” qualcosa. Ma è davvero così? A mio parere, e anche secondo quello del celebre filosofo, no. Amore vuol dire condividere qualunque cosa con l’altro: la gioia, il dolore e così via. Perchè in tanti vogliono ricevere qualcosa dall’altra parte quando loro non fanno nemmeno un minimo sforzo nei confronti del proprio partner? L’amore sta anche nel dare ed essere felici di ciò. Come afferma Hegel, dare ci arricchisce, non ci toglie qualcosa. Se pensiamo di fare una carezza aspettando che questa venga sempre ricambiata, allora che gusto c’è? Certo, sicuramente è naturale che vogliamo vedere lo stesso dall’altra parte ma ogni tanto è anche bene non pensare a determinate cose. Hegel cita perfino Giulietta la quale afferma che più dà a Romeo, più lei possiede. Non trovate che sia qualcosa di stupendo? Tutto si unifica, appunto. Non dobbiamo sempre star lì a cercare differenze che probabilmente non troveremo. Ciò che è mortale diviene immortale. Qual è il significato di ciò? Il significato è che qualcosa di mortale è destinato a dividersi ma nel momento in cui diventa immortale, allora tutto cambia, ogni muro viene abbattuto. I sentimenti restano legati. Credo sia un’immagine bellissima quella che ci propone Hegel.

Solitamente molte persone non gradiscono Hegel, in quanto lo trovano noioso o magari credono che i suoi concetti siano talvolta complessi da comprendere. In realtà dietro le sue parole vi sono dei messaggi stupendi che, se leggiamo attentamente, tutti saremo in grado di cogliere. Penso sia uno dei filosofi più straordinari, è senz’altro tra i miei preferiti. Come potete vedere, in poche righe è stato in grado di farci capire degli elementi fondamentali i quali vanno a completare una relazione tra due persone, un amore autentico. Dunque, dedichiamo le nostre attenzioni a coloro che amiamo senza dover necessariamente pretendere qualcosa in cambio poiché non vi è gioia più grande di far sorridere l’altro, di fargli provare delle emozioni, specie quando ne ha più bisogno poichè, si sa, non siamo destinati a restare in eterno su questa terra. Credo che tutti siate d’accordo con me riguardo a ciò. Ad ogni modo, basta poco per innamorarsi di Hegel!

Un bacio e buona serata 🙂

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