Socrate: la scomodità della parola e del pensiero

Buongiorno! 

Oggi c’imbatteremo in un tema molto importante, come avrete già capito dal titolo dell’articolo, e faremo un confronto con la società odierna che ci circonda. 

Socrate, colui che a mio parere ha realmente dato inizio alla filosofia, probabilmente aveva già previsto come sarebbero andate le cose in futuro. Lui mediante la maieutica (domande e risposte tra il maestro e il discepolo incentrate sulla confutazione) si preoccupava di trasmettere ai giovani i valori più importanti, di invogliarli a creare un proprio pensiero e a far sì che loro si rendessero conto anche della loro stessa ignoranza. La chiave del metodo socratico è proprio questa: pensare con la propria mente senza alcuna interferenza. Di fatti, l’etimologia del termine “maieutica” è la seguente: dal greco “maieutiké”, in cui è sottinteso anche il termine “techne”, che significa “arte della levatrice” o “dell’ostetricia”. Ciò indica che così come la levatrice fa venir alla luce un bambino, allo stesso modo Socrate portava alla luce il pensiero dei giovani. Così non solo si poteva riuscire ad avere un proprio pensiero ma anche una personalità che permetteva di distinguersi dagli altri. E una delle cose fondamentali che Socrate ha insegnato è la virtù, ossia saper distinguere il bene dal male. 

Purtroppo tutto ciò risultò sconveniente agli adulti, a coloro che credevano di essere più “potenti”. 

Ad alcuni tentativi di interrompere l’attività del filosofo, con delle richieste da parte di queste persone, Socrate si oppose. Non smise mai di praticare il suo metodo, per cui decisero di eliminarlo. Pur di non sottomettersi e di continuare a possedere il suo pensiero, Socrate preferì morire per difendere la sua posizione. Gli fu data la cicuta, un potente veleno che annulla totalmente il sistema nervoso. 

Da quel momento, fu il suo discepolo Platone a ricordarlo, a citarlo in numerose opere e a divulgare il suo pensiero. 

Oggi non vi sembra che la società funzioni allo stesso modo? Se ci pensate, per noi non è possibile esprimere la nostra opinione. E se lo facciamo, nessuno ci dà ascolto (per esempio quando andiamo a votare). Alla fine c’è sempre qualcuno al di sopra di noi che si crede più potente e che prende le decisioni al nostro posto. E questo è un abuso di potere, come ci spiega anche George Orwell attraverso il suo libro “La fattoria degli animali”, ad esempio. 

Purtroppo, tra l’altro, la maggior parte dei giovani va incontro alle tendenze del momento, si fa influenzare e ciò spesso provoca delle conseguenze molto serie, come il fenomeno del “Blue whale” che attualmente sta spopolando sul web stroncando la vita di vari adolescenti. 

Pensate se nel mondo fossero tutti come Socrate il quale cercava di indirizzare gli altri verso la via più corretta. Sarebbe un mondo stupendo. 

Anche oggi le nostre parole e i nostri pensieri risultano scomodi alla società, specie in politica. Alla fine ognuno pensa sempre per sé. Se l’intera popolazione s’impoverisce, ai ricchi, come i politici, non importa proprio nulla. Pensano solamente al loro denaro non curandosi degli altri, senza dare alcun aiuto. 

Come avevo già detto all’inizio del post, Socrate aveva probabilmente previsto tutto questo e voleva cercare di mettere ordine nelle menti altrui per poter fare del bene ma il risultato è stato tutt’altro. 

Riflettiamo: vi rendete conto del fatto che fu ucciso solamente per farlo tacere? Solamente per trarne loro vantaggio e per creare dei burattini da manipolare? 

Preferivano questo al fatto di possedere ciascuno la propria immagine e il proprio schema mentale. Tutti dovevano avere lo stesso schema e chiaramente i giovani rappresentavano dei prigionieri, degli schiavi le cui menti appartenevano ai più potenti. 

Dovremmo davvero riflettere su tale situazione poiché è sfortunatamente applicabile a quella odierna e se persisterà, prima o poi non farà che assorbirci completamente. Solo chi è in grado di pensare cose giuste saprà sottrarsi e allora avrà vinto su tutto e tutti. Perché il pensiero è la nostra più potente arma. 

Vi lascio infine con una frase di Pascal: “Il pensiero fa la grandezza dell’uomo”.

Un abbraccio e buona giornata a tutti 🙂

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9 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. helianthus95
    Giu 03, 2017 @ 13:13:25

    Sì, la libertà inizia da noi stessi. Un pensiero libero crea una società libera. Ma fino a quando la società non inizierà a coltivare il pensiero del Bello e del Giusto e del Buono, il pensatore libero sarà condannato alla solitudine. Abbiamo ancora tanta strada da fare.

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  2. mariarosariadiario
    Giu 03, 2017 @ 14:13:04

    Per coltivare i propri pensieri in maniera autonoma, formarsi una propria capacità di giudizio, bisogna studiare, leggere, documentarsi. L’ ho già detto e mi ripeto, già dall’ infanzia gli insegnanti dovrebbero adottare il metodo Socratico, facendo” partorire ” dai loro allievi i loro talenti individuali. Chi pensa con la propria testa costituisce un pericolo, oggi come ieri. PS. Il mio cagnolino di chiama Socrate. Ciao Giulia, mi piaci.

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  3. indianalakota
    Giu 03, 2017 @ 19:02:26

    Non ti dico tutti i problemi che ho avuto nella vita io perchè ho sempre portato avanti il mio pensiero proprio, che si discosta parecchio dall’unico pensiero uniformante che circonda le masse e che cercano d’inculcarti fin dalla scuola elementare. Se leggi il mio blog capirai….Ma non ho mai mollato, e i miei figli vengono su esattamente come me! Quando pensi con la tua testa, soprattutto se non uniformata, sei visto come un pericolo per la società!

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    • Giulia
      Giu 03, 2017 @ 20:39:37

      Fai benissimo a educare i tuoi figli in questo modo perché non si devono omologare alla massa. Comunque, immagino i problemi che hai avuto perché purtroppo il pensiero giusto e buono senza interferenze spaventa e diventa scomodo per gli altri che sono solo delle pecore che seguono il gregge!

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  4. isidoromartinelli
    Giu 06, 2017 @ 17:50:54

    Condividendo la tua analisi, aggiungerei, un’ulteriore riflessione:circa la forte spiritualità di Socrate ( piuttosto rara in quel contesto temporale ) che attraversa molte sue opere e soprattutto il Fedone dove accanto ad una significativa etica “laica” sono sviluppate tematiche quali la giustizia,l’esistenza dell’anima ,l’irrilevanza della morte, elementi questi che ritroviamo, seppure sotto una diversa angolatura, nel messaggio cristiano
    Un saluto

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