La persistenza della memoria, Salvador Dalì

Salve! 
Questa sera vedremo un dipinto molto particolare che a tratti potrebbe risultare incomprensibile ma, credetemi, al suo interno vi sono vari elementi, varie riflessioni da fare. Mi riferisco a “La persistenza della memoria” di Salvador Dalì, grande pittore esponente del surrealismo. Tale quadro è, di fatti, uno di quelli che più rappresenta questa corrente artistica. Ma adesso concentriamoci su esso: 

È un dipinto a olio di dimensioni 24×33 centimetri e si trova presso il “Museum of modern art” di New York. Dalì lo dipinse nel 1931 e, pensate, in sole due ore! Accadde che una sera egli avrebbe dovuto recarsi al cinema con la moglie ma, a causa di un’emicrania, rimase in casa. Aveva già creato il paesaggio ma mancava ancora il soggetto del quadro. A ispirarlo fu il formaggio che aveva ingerito a cena, il Camembert, il quale era piuttosto “molle” e gli permise di riflettere sullo scorrere del tempo. 

Lo sfondo è un paesaggio costiero della Costa Brava vicino a Port Lligat: è l’alba e il cielo assume delle tonalità celesti e gialle. Il paesaggio è deserto e privo di vegetazione; in lontananza sulla destra vi è una montagna. Ciò che domina lo scenario sono i tre orologi molli distribuiti nel seguente modo: uno si trova su di un parallelepipedo marrone (potrebbe anche sembrare un tavolino), il secondo sull’unico ramo di un alberello di ulivo privo di foglie che giace sul parallelepipedo stesso e il terzo si trova su una figura embrionale ibrida che ha un occhio chiuso e che, a mio parere, somiglia più ad una conchiglia (per capire che si tratta di un occhio vi consiglio di capovolgere l’immagine sul lato destro e vi accorgerete della presenza di un paio di ciglia). Tuttavia vi è un quarto orologio, proprio accanto al primo sul parallelepipedo, di color arancione e potrebbe anche sembrare una bussola, magari. 

Su quest’ultimo appaiono delle formiche, mentre sull’altro accanto vi è una mosca se osservate con attenzione. 

Con tal dipinto, Dalì intende analizzare la relatività del tempo, rifacendosi un po’ alla teoria di Albert Einstein. Secondo l’artista lo scorrere del tempo è scandito dal moto degli orologi i quali pretenderebbero di misurarlo in maniera oggettiva ma in realtà non è così in quanto subentra la memoria che attribuisce invece al tempo una dimensione soggettiva poiché scava nel nostro inconscio, sia quando dormiamo e siamo in preda ai sogni sia quando siamo svegli; la nostra memoria rovescia totalmente il concetto di oggettività del tempo. Il fatto che gli orologi siano molli indica proprio la soggettività del tempo il quale può sfuggire e non è identico per tutti. Adesso vi starete chiedendo il significato della mosca e delle formiche. Ve lo spiego subito: la mosca sta ad indicare che l’oggetto della memoria è, come ci dice lo stesso Dalì, “una qualche specie di carogna che s’imputridisce alla stessa maniera in cui si liquefa” e dunque qualcosa che è destinato a sciogliersi; mentre le formiche sull’orologio arancione indicano l’annullamento dell’oggettività del tempo poiché esso, essendo sfuggente, non può essere racchiuso in un oggetto materiale e concreto e inoltre indicano anche il modo in cui il tempo divora la nostra vita, dal momento che sembra quasi che le formiche si stiano nutrendo di quell’orologio. 

Come potete vedere, c’è molto da scoprire e da approfondire su quest’opera d’arte. Apparentemente potrebbe sembrare insignificante ma non lo è affatto. Gli orologi molli, dalla prima volta che li vidi, mi hanno sempre dato l’impressione di qualcosa che ci sta sfuggendo di mano, un “treno” che stiamo perdendo, che si allontana sempre più dalla nostra portata, dai nostri occhi o qualcosa che ci sta consumando; queste potrebbero essere altre due interpretazioni possibili, a mio parere. Ognuno è libero di vedere qualunque cosa all’interno di un’opera d’arte e di interpretarla come più sente, tenendo per prima cosa in considerazione il messaggio che l’autore invece vuole darci, naturalmente. Senz’altro è un quadro piuttosto malinconico e che trasmette desolazione, ma credo sia bellissimo anche per tale ragione. 

Mi auguro che abbiate gradito questo articolo! Perdonatemi se non sono molto costante, cercherò di esserlo di più, senza dubbio. 

Un abbraccio a tutti e a presto! :*  

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25 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Paolo Ferrario
    Lug 01, 2017 @ 22:19:10

    L’ha ribloggato su Tracce e Sentieri.

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  2. wwayne
    Lug 01, 2017 @ 23:19:01

    Splendido post, come sempre! 🙂

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  3. Alidada
    Lug 01, 2017 @ 23:28:53

    ho visto una bellissima mostra dei quadri di Dalì, qualche mese fa a Palazzo Blu e Pisa…splendida! ..Quegli “orologi molli” sono fantastici

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    • Giulia
      Lug 02, 2017 @ 01:54:39

      Veramente? Immagino la bellezza. Sì, quegli orologi sono particolari e colpiscono proprio per questo, li trovo stupendi 🙂 spero di poter vedere anche io una mostra simile un giorno!

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  4. 76sanfermo
    Lug 01, 2017 @ 23:44:46

    Ho gradito, eccome!
    Ho visto varie mostre di Dali’ ,sempre senza guida ,lasciando che le immagini mi arrivassero direttamente come messaggio inconscio….visto che la mia parte cosciente non le capiva affatto…
    A poco a poco sono riuscita a captare qualche vibrazione in più ……..ma devo dire che quello che tu dici sulle immagini di Dali , mi apre nuovi orizzonti….
    Ti ringrazio!

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    • Giulia
      Lug 02, 2017 @ 01:58:38

      Lo so, a primo sguardo Dalì è difficile da comprendere, me ne rendo conto ma come vedi se si guarda attentamente si riescono ad afferrare diversi elementi. Ad ogni modo, questo non può che farmi un immenso piacere! Grazie a te, per me è importante riuscire a trasmettere tutto ciò e ad aprire nuovi orizzonti in coloro che mi seguono. Grazie ancora 🙂

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  5. marcello comitini
    Lug 02, 2017 @ 09:52:39

    Grazie di questa validissima analisi di un’opera pittorica molto difficile da comprendere anche per chi è abituato a guardare con attenzione. La simbologia non è semplice e l’autore viene di solito presentato come uno stravagante ed eccentrico. C’è anche questo, ovviamente, ma non solo questo, come tu hai ben messo in luce.
    Il tuo commento poi si distacca dal commento di chiunque altro perché hai aggiunto una considerazione personale che evidenzia la tua sensibilità all’arte e la tua capacità di riflettere autonomamente. Non è infatti da tutti affermare che la malinconia e la desolazione possano costituire un elemento di fascino in un’opera d’arte. È una verità a cui molti non sono più abituati, anzi fuggono da essa come sintomo di tristezza e di disperazione. Ma ho la sensazione che costoro fuggano dalla vera essenza della vita preferendo annegare in un piatto conformismo. Ma questa è una valutazione personale e certamente molto poco condivisa.

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    • Giulia
      Lug 02, 2017 @ 15:32:40

      Sì, per molti Dalì è solamente una personalità stravagante, magari anche superficiale ma io penso sia in realtà tutto il contrario. Grazie a lei per le sue parole in merito alla mia libera interpretazione e non solo. Credo che la desolazione e la malinconia siano anzi ulteriori spunti di riflessione oltre a rendere bella un’opera d’arte. Ha ragione, molti fuggono dalla solitudine e preferiscono sentirsi omologati e abbandonarsi alla “folla”. Però la prima cosa da imparare, secondo me, è proprio stare da soli con la propria persona per conoscerla e apprezzarla fino ad amarla. Bisogna essere in grado di stare anche da soli e non sempre circondati da tante persone e dai costumi della società perché anche la solitudine è bella. Tra l’altro, le due cose vanno di pari passo: solo chi è capace di stare prima di tutto da solo allora sarà capace anche di godere della compagnia altrui.
      Penso che oggi nel mondo a tantissime persone farebbe bene avere più momenti di raccoglimento personale e, perché no, allo stesso tempo anche di meditazione perché estraniarsi fa anche bene e credo che di tutto ciò ne parlerò in un altro articolo che scriverò perché anche questo è un messaggio che dovrebbe arrivare a tutti. Detto ciò, grazie ancora e un abbraccio!

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      • marcello comitini
        Lug 02, 2017 @ 16:32:41

        Grazie a te per questi bei pensieri. Fai bene a parlare della solitudine e del silenzio, per sopportare i quali bisogna avere una spiccata personalità. E forse è per questo che molti si lasciano attrarre dalla omologazione.
        Ricambio l’abbraccio.

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  6. Silvia
    Lug 02, 2017 @ 10:09:38

    Bellissimo quadro e bellissimo post! 🙂 Buona domenica!

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  7. Stefano
    Lug 02, 2017 @ 10:50:09

    Dalì è un grande.Oltre a quello che rappresentano i suoi quadri ,i suoi disegni ,è l’uso che fa dei colori che sono incantevoli,il loro accostamento. Una bellezza. Bye! 🙂

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  8. Vincenzo
    Lug 02, 2017 @ 11:12:21

    avevo una riproduzione di questo quadro, insieme a quella di Soft watch at the moment of the first explosion, nella mia stanza… Dali infatti è sempre stato uno dei miei pittori preferiti, insieme a Bosch, che per certi versi lo ha anticipato…
    Molto interessante e condivisibile la tua analisi…
    Ps: quando ho visto l’originale di questo quadro al Moma mi ha stupito il fatto che è davvero…. piccolo!

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    • Giulia
      Lug 02, 2017 @ 15:41:09

      Bellissimo anche l’altro dipinto che è molto simile! Sembra quasi l’inquadratura ravvicinata de “La persistenza della memoria” tenendo in considerazione solo l’orologio sul parallelepipedo che però qui ha una farfalla accanto. Sarebbe bello averne le riproduzioni proprio come le avevi tu, immagino dessero un tocco in più alla tua camera! 🙂
      Grazie mille e comunque hai ragione, tante volte pensiamo che determinati dipinti debbano essere di enormi dimensioni e invece poi ci ritroviamo davanti a dei quadri piuttosto piccoli. È lo stesso caso della Gioconda. Non ti aspetteresti mai che il suo ritratto sia così piccolo! Io personalmente pensavo fosse molto più grande e invece quando ho capito le vere dimensioni sono rimasta a bocca aperta!

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  9. conletizia
    Lug 02, 2017 @ 13:39:00

    Mi è piaciuta molto la tua interpretazione del quadro, Giulia. L’arte è bella proprio per questo: è libera. E’ libero l’artista che riproduce ciò che lo circonda a seconda dello stato d’animo che ha in quel momento, è libero chi si trova davanti ad un’opera d’arte, libero di vederci quello che il cuore gli suggerisce mentre la ammira.

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    • Giulia
      Lug 02, 2017 @ 15:43:17

      La ringrazio tanto. Credo sia proprio questo a rendere ulteriormente splendida l’arte perché ci perdiamo in una determinata opera e dopo riaffiorano alla nostra mente dei significati nascosti o delle personali interpretazioni. A presto 🙂

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  10. Italo Bonassi
    Lug 02, 2017 @ 16:28:33

    Non è facile commentare un quadro di Dalì, ma ci sei riuscita perfettamente
    Adesso l’ho capito del tutto anch’io

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