Il concetto del Superuomo

“Viandante sul mare di nebbia”, Caspar David Friedrich 

Buonasera! 

Ciò su cui ci soffermeremo oggi è il concetto del Superuomo, introdotto dal filosofo Friedrich Wilhelm Nietzsche in una delle sue opere più famose, ossia “Così parlò Zarathustra”. Zaratustra è un personaggio molto importante perché è colui che riesce a far comprendere all’uomo che deve elevarsi, che deve affermare se stesso in modo più completo. 

Andiamo all’etimologia del termine: il termine “superuomo” deriva dal tedesco “übermensch” che a sua volta deriva dal greco “uperantropos”, il quale è stato attestato nel I secolo a.C. da Dionigi di Alicarnasso e nel II secolo d.C. da Luciano. 

Il Superuomo deve essere in grado di esaltare i suoi valori dinanzi alla morale comune e deve tornare allo spirito dionisiaco, ovvero deve seguire le sue passioni (che si contrappone allo spirito apollineo, cioè un agire razionale). Nietzsche era ateo e si distaccava dallo spiritualismo ascetico, dando maggiore importanza alla natura; di fatti, egli credeva vi fosse una sola vita terrena e che l’uomo fosse in fondo solamente un corpo. 

Il Superuomo ha l’obiettivo di scovare una felicità immanente attraverso la creatività non in un universo trascendente, ma trascendentale proprio per quanto detto sopra. Esso è il grado più alto dell’evoluzione umana e contrappone il dovere alla volontà. Inoltre, ciò che deve muovere l’uomo è la volontà di potenza ma attenzione: con ciò non si intende una volontà di dominio o di prevaricare gli altri, anzi. Non ci si riferisce tanto a un capo carismatico, quanto a un annunciatore di una nuova figura di uomo. Secondo il filosofo, il Superuomo è ciò a cui si deve tendere e per cui si deve essere educati. Affinché possa emergere, è necessario trovare le giuste condizioni fisiche e psichiche interne ed esterne; per fare questo, da una parte si deve osservare lo splendore culturale e politico prodotto dalla selezione psicofisica della precedente aristocrazia che ebbe inizio con il Rinascimento italiano e culminò nel ‘700 in Francia, dall’altra quello dell’antico ginnasio greco o della Repubblica di Platone che aveva come obiettivo la creazione del guerriero-filosofo. Per tale ragione, Nietzsche apprezzava molto la tragedia greca, in particolar modo quella di Eschilo, poiché la riteneva un modello educativo alla tragicità della vita e grazie all’istinto dell’uomo rinascimentale che era in grado di andare ben oltre. 

Per divenire Superuomo, vi sono tre tappe fondamentali:

  • Una volontà costruttiva capace di contrastare gli ideali prestabiliti;
  • Superare il nichilismo mediante la gioia tragica e il recupero della volontà di potenza;
  • Promuovere il processo di creazione e rigenerazione dei valori prendendo parte alla dimensione morale dell'”amor fati”, il quale delinea un eterno amore gioioso sotto ogni aspetto. 

Il concetto del Superuomo lo riscontriamo anche in Gabriele D’Annunzio che lo riprende da Nietzsche, appunto. Tuttavia vi è una differenza, ossia il fatto che nelle sue opere l’uomo intreccia relazioni con varie amanti ed è soprattutto per questo che entra in gioco il Superuomo. D’Annnunzio propina un Superuomo che sappia controllare le sue passioni, specie per quanto riguarda le donne. 

Questo concetto è senz’altro molto bello, profondo ma lo condivido fino a un certo punto a causa del fatto che Nietzsche era ateo, mentre io sono credente e ho una fede ben salda. Essere legati alla natura va bene, ma bisognerebbe avere prima di tutto un legame con colui che le ha dato vita. Naturalmente, questo è un pensiero personale. Probabilmente molti di voi la penseranno in maniera diversa e, in fondo, il mondo è bello perché è vario.

Un bacio a tutti! 🙂 

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5 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. marcello comitini
    Lug 31, 2017 @ 09:34:25

    Alle tre tappe fondamentali del percorso per giungere al Superuomo secondo Nietzsche:
    – Una volontà costruttiva capace di contrastare gli ideali prestabiliti;
    – Superare il nichilismo mediante la gioia tragica e il recupero della volontà di potenza;
    – Promuovere il processo di creazione e rigenerazione dei valori prendendo parte alla dimensione morale dell'”amor fati”, il quale delinea un eterno amore gioioso sotto ogni aspetto.

    io aggiungerei quella di:
    – dimostrare e realizzare la volontà di potenza.

    Che poi D’Annunzio faccia entrare in gioco il Superuomo soprattutto nei rapporti con il mondo femminile, ho qualche serio dubbio. D’Annunzio crede e vuol dimostrare di essere superuomo in tutto, a partire dall’amor patrio. Bisogna leggere bene tutta l’opera di D’Annunzio e non solo quelle parti che ci giungono all’orecchio attraverso echi distorti. Io amo D’Annunzio in tutta la sua miseria umana, accecato dalle realtà del suo tempo.

    Hai scritto un pezzo interessante che tuttavia andrebbe approfondito. Comunque ti faccio i miei complimenti.

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    • Giulia
      Lug 31, 2017 @ 09:57:27

      Ha perfettamente ragione, quella è davvero una tappa fondamentale che non tutti riescono ad attuare. Comunque, non ho approfondito molto Gabriele D’Annunzio non perché non mi piaccia o non lo ritenga importante ma perché in questo articolo intendevo concentrarmi su Nietzsche che ha creato questo concetto ma allo stesso tempo non mi sentivo di non parlare affatto di D’Annunzio dal momento che è altrettanto importante. Grazie mille, a presto!

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  2. Italo Bonassi
    Ago 24, 2017 @ 12:07:02

    Per quanto conosca sia Nietzsche che la lingua tedesca (anche se, venuto via da Bolzano, me la sto dimenticando), la traduzione esatta dell’Ubermensch, come spiegava la mia insegnante di madrelingua tedesca di filosofia, più che Superuomo (che fa pensare a Batman o a Superman) è Ultrauomo ( Uber in tedesco significa sia super che ultra).Ma ormai per tutti resterà sempre quel Super, che è stato mal compreso dai nazisti.

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    • Giulia
      Ago 24, 2017 @ 14:56:07

      Eh sì, la traduzione esatta è “ultrauomo” appunto o “oltreuomo”. Già, i nazisti hanno più che altro voluto interpretarlo a modo loro e approfittare del termine divenendo tutt’altro che “superuomini”.

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