I mangiatori di patate, Vincent Van Gogh

Buongiorno! 

L’opera d’arte a cui porremo attenzione oggi è un dipinto del pittore olandese Vincent Van Gogh il cui nome è “I mangiatori di patate”. Risale al 1885, appartiene all’epoca del “Realismo” ed è ubicato presso il “Museo Van Gogh di Amsterdam”. È stato dipinto a olio e le sue dimensioni sono 82×114 centimetri.  

Van Gogh, prima di divenire un pittore, seguì le orme del padre facendo il pastore. Da ciò si poté naturalmente rendere conto della vita semplice che si conduceva in un simile ambiente. Per dipingere “I mangiatori di patate”, si recò personalmente al villaggio Nuenen per capire ancor di più, per farsi un’idea. E vide diversi agricoltori che tutti i giorni si dedicavano alla coltivazione dei propri campi. Da lì cominciò proprio a pensare come poter dipingere il quadro e iniziò a creare i ritratti dei contadini che aveva visto al villaggio ma poi decise che non bastava, così dipinse le mani che dovevano avere questi contadini (rugose e rovinate). Dopo ciò si dedicò allo scenario completo. Il quadro raffigura difatti una famiglia di cinque contadini di Nuenen riunita a tavola, probabilmente a ora di cena. Tutti quanti consumano lo stesso pasto: a tavola vi è un solo piatto di patate. Van Gogh avrà scelto le patate perché sono degli ortaggi che i contadini coltivavano nei propri campi, perché sono un alimento semplice e perché sicuramente simboleggiano un po’ la povertà. È importante il fatto che a tavola sia presente un solo piatto di patate perché ciò, a mio parere, sta anche ad indicare condivisione, il piacere di mangiare insieme. 
Andiamo ai personaggi: sulla destra abbiamo una donna dall’espressione piuttosto stanca che versa del caffè in una tazzina e vicino a lei un uomo (probabilmente il marito) che la guarda come per invitarla a mangiare e questo si evince dal fatto che lui ha una patata in mano; sulla sinistra abbiamo un’altra donna, la cui bellezza sembra sfiorita, che guarda l’uomo che siede al suo fianco il quale è concentrato sul piatto di patate fumanti. Entrambi tengono una forchetta per afferrare le patate. La quinta figura è una fanciulla che siede di spalle e si presume che Van Gogh abbia voluto ritrarla in questo modo come per farla sfuggire al povero destino che la attende e inoltre è molto interessante poiché crea un senso di controluce. Si pensa che la giovane possa avere le mani giunte per recitare una preghiera prima di consumare la sua pietanza. 

Per quanto riguarda i dettagli: innanzitutto, vedrete già che anche la casa è piuttosto misera. L’atmosfera è molto cupa e prevalgono i colori scuri, specie il nero. Perfino gli indumenti che indossano sono perlopiù neri e anch’essi piuttosto poveri. Proprio sopra di loro vi è una lampada a olio che proietta una fioca luce sui volti dei cinque e anche nell’ambiente; questo bagliore sta ad indicare speranza, a differenza delle finestre chiuse alle loro spalle che indicano invece il fatto che non vi sia alcuna via d’uscita. Dunque Van Gogh ci teneva particolarmente a raffigurare un ambiente povero, poiché essendo stato anche lui un pastore, sapeva cosa significava la fatica e tornare la sera a casa stremati con il volto segnato dalla stanchezza e dalla miseria. Difatti, è proprio questo ciò che si evince dalle espressioni dei personaggi del dipinto. Il messaggio che il pittore vuole trasmettere, secondo me, è anche il fatto che dietro alla povertà si nasconde la gioia e la semplicità di stare insieme, riuniti a consumare un pasto e soprattutto un unico pasto per tutti, senza esprimere alcuna preferenza e senza lamentele di alcun tipo anche perché quello è il solo alimento di cui potranno cibarsi, per cui ci si deve necessariamente accontentare o altrimenti si va incontro al digiuno. Perché la semplicità e la bellezza risiedono nelle piccole cose. Van Gogh rimase molto soddisfatto della sua opera tanto da dire che sia stata probabilmente la più bella a cui abbia dato vita.
Senz’altro è un dipinto tetro ma a me è sempre piaciuto per questo messaggio importante che l’autore ha voluto comunicare, e quindi anche il valore della famiglia perché la condizione economica sicuramente conta, ma il senso di famiglia va ben oltre il denaro. 

Un abbraccio a tutti e buona giornata! 🙂 

Annunci

4 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Enri1968
    Ago 08, 2017 @ 17:23:57

    Non lo trovo tetro infatti ma realistico, un po’ come le foto di Walker Evans che ritraggono gli americani o i contandini durante la crisi del ’29. Bel post.

    Liked by 1 persona

    Rispondi

  2. conletizia
    Ago 09, 2017 @ 13:57:15

    In effetti non è un quadro allegro, di quelli che ti colpiscono per i colori o per l’armonia delle forme, ma anche a me ha sempre colpito molto quell’unico pasto condiviso, cosa piuttosto rara, grazie a Dio, sulle nostre tavole. Bisognerebbe andarselo ad ammirare, ogni tanto, per ricordare le cose che veramente contano nella vita. Soprattutto, farlo conoscere ai ragazzi, perché le tengano sempre ben presenti.

    Liked by 1 persona

    Rispondi

  3. Italo Bonassi
    Ago 11, 2017 @ 11:04:28

    l’ambiente è sì un po’ cupo come quelli di molti maestri nordici, ma i volti sono tra il patetico e il buffo, volutamente, come forse di rigore a dei poveri mangiapatate. Un buffo patetico però terribilmente simpaticamente umano

    Liked by 1 persona

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: