Sigmund Freud e i sogni

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Buonasera!
Uno dei filosofi che più mi affascina è Freud grazie ai suoi studi riguardanti la psiche umana e per l’attenzione che rivolse ai sogni. Prima di introdurre il suo pensiero, è opportuno fare delle premesse, anzi più che premesse delle spiegazioni di alcuni elementi importanti che ritroveremo dopo all’interno della sua tesi sui sogni.
Innanzitutto, dobbiamo operare una distinzione tra Es, Io e Superio. Il primo rappresenta l’inconscio e tutto ciò che è irrazionale, di fatti si basa essenzialmente sul principio del piacere e sul suo soddisfacimento; il secondo è un mediatore tra Es e Superio, si basa sul principio della realtà e deve essere pronto a regolare le pulsioni dell’Es e le richieste da parte del Superio; quest’ultimo rappresenta invece la coscienza morale, colui che deve censurare gli istinti dell’uomo, ciò che è irrazionale. Il Superio viene infatti sviluppato già da bambini: inizialmente sono i genitori a fornire i valori e a inibire i vari istinti, ma da più grandi i bambini iniziano ad interiorizzare tutto ciò e nasce in loro il Superio, per cui saranno in grado di porre dei freni nei confronti dell’Es e di osservare con attenzione l’Io, compito che prima veniva svolto dal padre e dalla madre.
Fatta questa distinzione, dobbiamo adesso concentrarci su cosa siano le libere associazioni: Freud era solito dire ai suoi pazienti di affermare di getto ciò che passava loro per la testa al momento, senza alcuna inibizione, anche cose che magari potessero risultare banali o insignificanti, non aveva importanza. Ciò che i pazienti riferivano erano appunto le libere associazioni ed erano fondamentali secondo Freud poichè mediante esse era possibile che riaffiorassero elementi radicati nell’inconscio, dunque anche ricordi rimossi e questo consentiva di stabilire se fossero causa di nevrosi o di altre patologie psichiche.
Egli scrisse tutto quel che riguarda la vita onirica nel libro intitolato “L’interpretazione dei sogni”, pubblicato per la prima volta il 4 Novembre del 1899. Freud aveva sempre provato un certo interesse nei confronti dei sogni, tanto che spesso da giovane accadeva che annotasse i suoi sogni per poi farne delle deduzioni. Il suo interesse nasceva anche dalle libere associazioni riportate dai suoi pazienti, i quali in quei momenti raccontavano anche alcuni sogni associando diversi elementi appunto, e da determinati casi psichiatrici con cui aveva a che fare, comprese allucinazioni e stati psicotici. Da essi risultava il soddisfacimento di desideri.
All’interno del sogno, Freud distingue due entità: il contenuto manifesto e il contenuto latente. Il primo è tutto ciò che noi riusciamo a ricordare e a riferire una volta svegli in merito ai nostri sogni, mentre il secondo indica ciò che noi non siamo in grado di riferire e ricordare poichè legato all’inconscio e dunque censurato nella nostra mente anche perchè gli elementi che fanno riferimento all’inconscio sono “mascherati”, per cui non riusciamo a distinguerli e per tale ragione al risveglio sono rimossi dalla nostra mente.
In merito al contenuto manifesto, agiscono insieme le tre entità di Es, Io e Superio, invece per quanto riguarda il contenuto latente ad agire sono Io e Superio. Ma torniamo ai desideri: è qui che Freud introdusse la deformazione onirica, la quale altro non è che la censura di cui parlavamo prima. Spesso non riusciamo ad ammettere a noi stessi di voler soddisfare un determinato desiderio e nei nostri sogni avviene un ribaltamento; la censura offusca quello che in realtà è il vero desiderio, rendendo a volte il sogno anche sgradevole. Quando ciò avviene, allora vuol dire che la deformazione onirica è stata ben attuata. E Freud afferma che anche in questo caso il desiderio è stato appagato poichè è solamente nascosto, mostra in realtà altre sembianze.
Freud aveva una spiccata personalità, tanta voglia di saperne di più sui processi psichici umani e ciò lo possiamo riscontrare anche nel bellissimo film intitolato “A dangerous method”, dove troviamo anche Jung con cui Freud strinse un rapporto di amicizia, di stima e di confronto. Potrei poi parlare di entrambi per ore, ci sarebbero molte cose da dire e da approfondire. Due menti brillanti.
Freud rimase molto soddisfatto della sua opera e ritenne che potesse essere illuminante e utile per tutti coloro che lo seguivano, che lo ammiravano. E fu proprio per questo motivo spinto a scrivere una prefazione per la seconda edizione del libro, dove si rivolge non solo ai sostenitori ma anche a coloro che ebbero da ridire, andando così oltre le resistenze e le maldicenze che dovette affrontare.

Un abbraccio a tutti! 🙂

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