“X Agosto”, Giovanni Pascoli

Giovanni_Pascoli_2
iStock-543217268-1024x683

La poesia “X Agosto” di Giovanni Pascoli è per me una delle poesie più belle e significative all’interno del patrimonio poetico. Sarà che forse mi rispecchio in ciò che lui provava per quanto riguarda la perdita del padre, ma la trovo talmente splendida al punto da avere la pelle d’oca ogni volta che la leggo.

“San Lorenzo , io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.


Ritornava una rondine al tetto :
l’uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.


Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.


Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono ;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.


Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.


E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!”

Da tale componimento emerge chiaramente il dolore del poeta. Il padre di Giovanni Pascoli fu infatti ucciso con una fucilata mentre tornava a casa proprio il 10 Agosto del 1867, quando l’autore aveva solamente undici anni, per ragioni ancora ignote. Naturalmente ciò rappresentò per lui un trauma, un segno che portò con sè fino alla fine dei suoi giorni; di fatti, esprime la sua sofferenza in merito a ciò in tutte le sue poesie o comunque nella maggior parte di esse.

Pascoli accosta due immagini bellissime e profonde: una rondine che viene uccisa proprio nel momento in cui sta tornando al nido dai suoi rondinini con del cibo e un uomo che viene ucciso proprio mentre sta tornando a casa con dei doni per le figlie, e qui vi è un chiaro riferimento alla morte di suo padre poichè descrive esattamente lo stesso scenario. Il poeta riflette su quanto il mondo sia ingiusto e spietato perfino dinanzi a simili visioni, su come il male sia capace di stroncare la bellezza in un solo istante. Prevale il tema del nido, altro elemento su cui Pascoli incentra la sua poesia. Il nido viene rappresentato dalla famiglia, dal calore, dall’affetto; l’ambiente familiare viene visto come un luogo in cui ci si sente protetti e al sicuro.

L’uomo viene invano atteso in casa dalla sua famiglia ma in realtà non fare più ritorno e tutto si trasforma in angoscia, paura e delusione.

Pascoli opera poi nell’ultima quartina una netta differenza tra il Cielo, che tra l’altro personifica, e la terra. Il cielo viene visto come qualcosa di stupendo, immortale e portatore di gioia, al contrario della terra che è capace di arrecare solamente male. All’inizio della poesia vi è anche un’ambivalenza perchè non è certo se Pascoli si rivolge proprio a San Lorenzo o semplicemente alla notte di San Lorenzo. In ogni caso, ciò è importante poichè come sappiamo durante la notte di San Lorenzo cadono le stelle, per cui l’autore percepisce la caduta di esse come un pianto da parte del cielo, un pianto di sofferenza e di sconforto su tanta scorrettezza.

La trovo veramente magnifica perchè Pascoli è stato in grado di far trasparire pienamente la sua perdita d’animo, la mancanza per cui continua a soffrire, il legame paterno che viene spazzato via senza alcuna esitazione e compassione. Perchè perdere un genitore è come perdere una parte di se stessi, un vuoto che nessuno sarà mai capace di colmare perchè il padre e la madre sono insostituibili, dei pilastri fino alla fine dei nostri giorni, sia se il destino ci separa da loro prematuramente sia se abbiamo la fortuna di averli al nostro fianco per lungo tempo.

Il ricordo riesce a rendere vivo ciò che la realtà ha separato.

 

Annunci

2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. marcello comitini
    Ago 15, 2017 @ 23:40:22

    Anch’io ho scritto qualcosa sul 10 di Agosto. Certo la mia poesia non può competere per stile e tema con quella del grande Pascoli, che tu hai saputo ben compendiare in questo tuo articolo. Posso solo dire che ognuno ha le disgrazie che si merita e che la sorte gli riserva.

    Liked by 1 persona

    Rispondi

    • Giulia
      Ago 16, 2017 @ 22:52:32

      Allora andrò senz’altro a leggere! Comunque, purtroppo è la vita. Che si accetti o no, c’è poco da fare. Se Dio opera una scelta, non la si può ostacolare nonostante ci faccia male e ci faccia soffrire.

      Liked by 1 persona

      Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: