Saffo, “Simile a un Dio mi sembra”

Buonasera!

Dipinto pompeiano, “Saffo”

Senz’altro tutti voi conoscono la grande poetessa greca Saffo, la quale scrisse liriche bellissime e molte di esse erano dedicate ad alcune fanciulle di cui lei si occupava. Ella impartiva loro i valori che la società aristocratica richiedeva ai tempi per una donna, ovvero l’amore, il canto e la raffinatezza. Una donna doveva necessariamente possedere certi valori per trovare marito. E pare che lei stringesse dei rapporti omosessuali con alcune sue studentesse. Ecco perché scriveva per loro delle liriche.

Rifletteremo su una in particolare, tra l’altro famosissima, molto dolce e che io ho avuto il piacere di studiare anche in lingua originale nel mio percorso scolastico. Ecco il testo:

“Simile a un dio mi sembra quell’uomo
che siede davanti a te, e da vicino
ti ascolta mentre tu parli
con dolcezza e con incanto sorridi. E questo
fa sobbalzare il mio cuore nel petto.
Se appena ti vedo, subito non posso più parlare:
la lingua si spezza: un fuoco
leggero sotto la pelle mi corre:
nulla vedo con gli occhi e le orecchie mi rombano:
un sudore freddo mi pervade: un tremore tutta mi scuote: sono più verde dell’erba; e poco lontana mi sento dall’essere morta.
Ma tutto si può sopportare…”

Le liriche di Saffo rientrano nella melica monodica e sono incentrate sull’amore, sui sentimenti, le emozioni che esso suscita e, perché no, anche le paure. In questo testo ciò è evidente. Ad ogni modo, purtroppo questo è solo un frammento che ci è pervenuto dal momento che molti componimenti andarono persi. Questo lo si può evincere dalla punteggiatura, soprattutto se leggerete o avete letto il testo in greco.

Ma soffermiamoci sulle parole. Certamente dalla descrizione possiamo immaginare la scena: probabilmente la fanciulla era alle prese con un uomo, magari un futuro marito, e Saffo li osservava. Forse da vicino, forse da lontano. Ma il punto è che lei provava delle emozioni incredibili mentre scrutava la ragazza: restava colpita dalla sua voce, dal suo sorriso al punto da non poter più riuscire a parlare ed utilizza delle immagini piuttosto forti. La lingua quasi le si spezza, trema, suda e il suo colorito diviene quasi verde come l’erba e crede di star per morire. Ma la parte più bella è il finale in cui afferma che tutto si può sopportare e poi chissà cosa avrà mai scritto in continuazione. Non lo sapremo mai ma io personalmente credo che lei intendesse che in fondo queste forti sensazioni ed emozioni fossero gestibili poiché alla base di tutto vi era l’amore, un vero amore e piuttosto intenso. Per cui, secondo lei, a mio parere, tutto era concesso. Saffo era capace di donare tanto amore e si abbandonava completamente. Lo si può dedurre chiaramente. La paura di credere di morire veniva superata facilmente. In questa lirica si può magari intravedere anche un filo di gelosia perché lei avrebbe voluto essere al posto di quell’uomo e invece si limitava semplicemente a guardarli.

Penso che questa sia una delle liriche di Saffo più belle che ci siano giunte, che esprima un grande significato e che ci faccia comprendere fin dove può giungere l’amore, cosa può essere in grado di farci provare e quanto il cuore della poetessa fosse grande. In poche righe è stato possibile dimostrare la magnificenza dell’amore sotto diverse sfaccettature.

Un bacio a tutti! 🙂

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5 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. mariarosariadiario
    Set 03, 2017 @ 04:45:03

    Come non si può amare Saffo e le sue poesie meravigliose? ” Saffo la bella” la definiva Platone ma pare che proprio così bella non fosse. Questo modo così singolare di descrivere le sue emozioni, i suoi sentimenti. L’ ode della gelosia è una delle mie preferite. Ciao Giulia, buona domenica.

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  2. newwhitebear
    Set 03, 2017 @ 16:35:36

    molto dolce la lirica come lo sono anche le altre si Saffo

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  3. Cuore di tenebra
    Set 04, 2017 @ 02:30:54

    Oltre all’indiscutibile bellezza artistica delle liriche saffiche, le si deve il merito di essere stata la prima e la miglior descrittrice degli effetti fisici dell’amore nel mondo classico, primato non da poco!

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