Sant’Anselmo d’Aosta e Tommaso d’Aquino: le prove dell’esistenza di Dio

Buon pomeriggio!

Sant’Anselmo d’Aosta

San Tommaso d’Aquino

Dio misericordioso

Dal momento che sono molto credente, oggi parlerò di Dio. In particolar modo, voglio parlarvi di due figure molto importanti all’interno del patrimonio filosofico e religioso, ovvero san’Anselmo d’Aosta e Tommaso d’Aquino. Entrambi hanno espresso il loro pensiero in merito all’esistenza di Dio, hanno proprio cercato di dimostrarla.

Con Anselmo ci troviamo all’inizio del Medioevo. Siamo nel periodo in cui sorge la Scolastica e si creano due filoni: i platonici e gli aristotelici. Anselmo è un platonico così come sant’Agostino. Secondo lui i temi principali sono la fede, la verità e la conoscenza di Dio. Si parte da cose soggette alla conoscenza sensibile per poi passare oltre. Abbiamo la conoscenza a priori e la conoscenza a posteriori: la prima è indipendente dall’esperienza, la seconda è invece dipendente dall’esperienza. L’esperienza potrebbe però avere un difetto, ovvero che è particolare e mutevole; il razionalismo, invece, punta su una verità che è sempre universale e stabile. Per provare l’esistenza di Dio, Anselmo fa riferimento a Platone e a Parmenide per quel che riguarda la prova ontologica dell’essere secondo cui solo l’essere è in grado di esistere. A contestare ciò è un sacerdote contemporaneo di Anselmo di nome Gaunilone, il quale sostiene che se una persona immagina nella propria mente un’isola perfetta, nella sua mente crea un concetto perfetto ma non significa che questo esista realmente; dunque contesta in particolar modo il principio parmenideo secondo cui ciò che si pensa, necessariamente esiste. A sua difesa, Anselmo afferma che questa prova non è applicabile agli oggetti, in quanto lui sta parlando di Dio.

Tommaso invece espone una tesi più elaborata. Con lui ci troviamo nel Medioevo centrale. Secondo lui, noi non possiamo avere una conoscenza chiara di Dio perché siamo limitati a livello di ragione e poi perché Dio non è qualcosa di cui possiamo fare esperienza. Egli contesta Anselmo affermando che Dio non si può conoscere a priori. Vi sono due tipi di teologia: quella naturale che ci consentirebbe di fare esperienza e la teologia rivelata che dobbiamo accettare per fede a priori e si fonda sul principio di autorità della Bibbia. Secondo Tommaso le prove dell’esistenza di Dio sono a posteriori. Inoltre Dio sarebbe un concetto oscuro che potremmo definire in negativo dicendo ciò che non è. Per esempio: “Dio non è cattivo”, “Dio non è limitato”. Ciò perché appunto la nostra mente sarebbe limitata e non possiamo comprendere cosa sia l’onnipotenza. L’uomo non può avere la presunzione di conoscere tutto e deve fare attenzione ai suoi ragionamenti. Tommaso elabora le “cinque vie” per provare l’esistenza di Dio e sono dei ragionamenti a posteriori. Vediamo quali sono:

  1. Movimento: se tutto si muove, evidentemente viene mosso da qualcosa, ossia Dio; la forza dell’amore ci spinge verso di Lui come se fosse una calamita e quindi tutto è in movimento.
  2. Causa efficiente: se vi sono gli effetti (ad esempio, una pietra calda) dietro c’è sempre una causa (il sole) e a sua volta dietro la causa c’è una causa prima che è Dio.
  3. Dubbio sull’esistenza: esistiamo ma potremmo anche non esistere; tuttavia, dal momento che esistiamo, ci sarà qualcuno, un’entità che ha causato questa esistenza.
  4. Elementi belli e meno belli: esiste una bellezza superiore e una inferiore; quella superiore e perfetta è Dio.
  5. Finalismo: tutto è armonico, tutto ha un senso; se tutto è finalizzato, ci deve essere qualcosa che pone quest’ordine ed è imposto da Dio, nulla avviene a caso.

Come vedete, Tommaso riflette su tutto ciò molto più a lungo. Per quanto mi riguarda, io sono fermamente convinta che Dio esista e che sia meraviglioso, misericordioso. Credo inoltre che possiamo fare esperienza di Lui tutti i giorni mentre siamo ancora in vita, dobbiamo solo rendercene conto. Ci viene incontro, ci sostiene, ascolta le nostre parole, le nostre preghiere e dovremmo essere tutti pronti per metterci al suo servizio, per divulgare la sua parola e il bene. Perché Dio è bene, amore, semplicità. Un termine composto da tre lettere ha un più ampio significato riferendosi a un numero infinito di sentimenti positivi. Dio è esattamente questo: corpo che diviene spirito e spirito che continua a essere amore come lo è stato quando era in vita, prima di essere calpestato ingiustamente.

Un abbraccio a tutti! 🙂

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8 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. mariarosariadiario
    Set 03, 2017 @ 16:27:03

    Oltre a essere credente, lo sono anch’io, sei una ragazza molto colta. Mi piaci.

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  2. opinioniweb - Roberto Nicolini
    Set 03, 2017 @ 21:50:10

    Ciao Giulia, complimenti per il tuo post. La figura di Anselmo andrebbe certamente rivalutata, in particolare l’argomento ontologico: credo che senza l’idea grandiosa di Dio che è insita in noi e non ci appartiene ma invece ci si pone di fronte all’intelligenza come innegabile, la fede non sarebbe nulla più che un guscio vuoto di illusioni. Tempo fa ho scritto anch’io qualcosa su Anselmo se ti interessa è qui http://opinioniweb.blog/2017/01/16/santanselmo-dio-e-id-quo-maius-cogitari-nequit/comment-page-1/

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    • Giulia
      Set 04, 2017 @ 12:49:54

      Grazie! Sì, sono pienamente d’accordo con te. E purtroppo oggi molti non s’interessano più alla religione, a Dio. Se ti guardo intorno,

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    • Giulia
      Set 04, 2017 @ 12:54:13

      Dicevo: se ti guardi intorno, ti accorgi che tanti sono atei. Poi magari gli chiedi la motivazione e loro non sanno risponderti perché in realtà la maggior parte lo è per “moda”. E queste persone sanno solo bestemmiare. Oppure non sopporto la categoria di persone che dice di essere atea però non appena accade loro qualcosa, subito dicono fra sé e sé “Signore, aiutami tu”. Non è così che si fa. Il tuo articolo mi piace tantissimo così come quello su Tommaso che ho visto e letto scorrendo gli altri. Complimenti anche a te sia per questi due articoli che per il modo in cui curi il blog. Ci sono argomenti veramente interessanti e che vale la pena di leggere. Grazie ancora e a presto! 🙂

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  3. opinioniweb - Roberto Nicolini
    Set 04, 2017 @ 13:17:01

    Intanto grazie per i complimenti che ricambio sinceramente.Riguardo agli atei nell’articolo su San Tommaso e su un altro intitolato Dubitare per credere dicevo che purtroppo c’è poca differenza fra un ateo e un bigotto, cioè fra persone che hanno il loro Dio o Principio primo e lo considerano immutabile da imporre agli altri. La persona di fede sa che Dio c’è ma ha il dubbio come motore per rinnovare la propria fede ogni giorno senza presunzione ho certezze. Questa fede tormentata è quella dei santi e di coloro che ricercano la verità e il bene. Purtroppo non sempre la Chiesa o i religiosi sanno valorizzare questo sentimento di incertezza che fa parte dell’uomo e addirittura di Gesù sulla croce e banalizzano la religione allontanando le persone. Perciò parlare di Dio come principio di libertà è importante anche per persone come noi che fanno una vita da laici e danno testimonianze di fede non banali di fronte alle molteplici situazioni e pensieri della società odierna. Ciao e a presto.

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  4. conletizia
    Set 04, 2017 @ 15:02:26

    Giulia, la parte conclusiva del tuo post mi è piaciuta molto. Credo che non si possa spiegare agli altri perchè Dio esiste e quanto è grande il Suo amore per noi. Abbiamo però il compito di seminare in loro il desiderio di conoscerLo e di chiedere in preghiera che Lui si riveli a loro. Il nostro atteggiamento – prima di tutto – e le nostre parole poi, sono il miglior esempio che possiamo dare. Solo un appunto… secondo me non si può essere “molto credenti”: o si è credenti o non lo si è (non si può dire “sono molto incinta”). O si è freddi o si è caldi: i tiepidi a Dio non piacciono.

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