Il flusso di coscienza di Molly in “Ulysses” di James Joyce

Buonasera! Molti di voi avranno sicuramente letto o sentito parlare di “Ulysses” dello scrittore irlandese James Joyce, risalente al 1922. Il romanzo è diviso in diciotto capitoli ma ciò che più stupisce e affascina è il modo in cui è stato scritto, tanto che lo stesso Joyce ha affermato di aver avuto difficoltà nella stesura degli ultimi capitoli! Eh sì, perché a tratti risulta quasi “sconnesso” ed è stata proprio questa la bravura dell’autore. È riuscito a superare quelle “difficoltà” mentre lo scriveva tirando fuori un’opera bellissima. Ma vorrei concentrarmi con voi sul capitolo conclusivo che è molto suggestivo e particolare, a mio parere. Ecco il testo:

Sì perché prima non ha mai fatto una cosa del genere chiedere la colazione a letto con due uova / da quando eravamo all’albergo City Arms / quando faceva finta di star male con la voce da sofferente e faceva il pascià per rendersi interessante con Mrs Riordan vecchia befana e lui credeva d’essere nelle sue grazie e lei non ci lasciò un baiocco / tutte messe per sé e per l’anima sua spilorcia maledetta / aveva paura di tirar fuori quattro soldi per lo spirito da ardere / mi raccontava di tutti i suoi mali / aveva la mania di far sempre i soliti discorsi di politica e i terremoti e la fine del mondo / divertiamoci prima Dio ci scampi e liberi tutti / se tutte le donne fossero come lei a sputar fuoco contro i costumi da bagno e le scollature che nessuno avrebbe voluto vedere addosso a lei / si capisce dico che era pia / perché nessun uomo si è mai voltato a guardarla / spero di non diventar come lei / miracolo che non voleva ci si scoprisse la faccia ma certo era una donna colta / e quelle buggerate su Mr Riordan qua e Mr Riordan / io dico è stato felice di levarsela di torno / e il suo cane che mi odorava la pelliccia e cercava d’infilarmisi tra le sottane specialmente quando / eppure questo mi piace in lui così gentile con le vecchie e i camerieri e anche i poveri / non è orgoglioso di nulla proprio / ma non sempre / ma / se mai gli capita qualcosa di grave / è meglio che vadano all’ospedale dove tutto è pulito / ma / io dico mi ci vorrebbe un mese per cacciarglielo in testa / sì e poi ci sarebbe subito un’infermiera tra i piedi e lui ci metterebbe le radici finché non lo buttan fuori o una monaca forse / come quella di quella fotografia schifosa che ha / che è una monaca come lo sono io / sì perché sono casi deboli e piagnucolosi / quando son malati / ci vuole una donna per farli guarire / se gli sanguina il naso / c’è da credere che sia un dramma in piena regola e quell’aria da moribondo /scendendo dalla circolare sud / quando s’era slogata una caviglia alla festa della corale di Monte pan di zucchero /il giorno che avevo quel vestito Mss Stack gli portò i fiori /i peggio che aveva trovato appassiti in fondo al paniere /cosa non avrebbe fatto per entrare in camera di un uomo con quella voce da zitella cercava di immaginarsi che stesse morendo per amor suo / non più mai rivederti /benché avesse l’aria più da uomo con la barba un po’ lunga / a letto papà era lo stesso e poi non mi andava di fasciarlo e dargli pozioni / quando si tagliò il dito del piede col rasoio a spuntarsi i calli / paura d’un avvelenamento del sangue / ma se fossi io per esempio ad ammalarmi / allora vorrei vedere un po’ solo che la donna lo nasconde / si capisce / per non dare tante seccature come loro / sì ha fatto qualcosa in qualche posto / me ne accorgo dall’appetito / comunque non è amore / sennò non mangerebbe per pensare a lei / così o è stata una di quelle nottambule / se è davvero laggiù che è stato / e quella storia dell’albergo / ha inventato un sacco di bugie per nascondere i suoi maneggi / è statoHynes a trattenermi / chi ho incontrato / ah sì ho incontrato / te lo ricordi Menton / e chi altri / guardiamo un po’ / quella faccia da bambinone l’ho visto e lui che non era sposato da molto a fare il pollo con una ragazzina alMyriorama di Poole / e gli ho voltato le spalle / quando lui se la svignava con l’aria colpevole / poco male / ma ha avuto la faccia tosta di farmi la corte / una volta ben gli sta / bocca irresistibile e occhi sporgenti / di tutti gli imbecilli che ho trovato e lo chiaman procuratore / c’è che io non posso soffrire i battibecchi a letto / o se non è questo magari qualche puttanella o roba simile raccattata vattelapesca dove o pescata di nascosto / se lo conoscessero come lo conosco io [… ]eravamo stesi tra i rododendri sul promontorio di Howthcon quel suo vestito di tweedl grigio e la paglietta / il giorno che gli feci fare la dichiarazione / sì prima gli passai in bocca quel pezzetto di biscotti all’anice / e era un anno bisestile come ora sì 16 anni fa / Dio mio dopo quel bacio così lungo non avevo più fiato / sì disse che ero un fior di montagna / sì siamo tutti fiori / allora un corpo di donna / sì è stata una delle poche cose giuste che ha detto in vita sua / e il sole splende per te oggi / sì perciò mi piacque / sì perché vidi che capiva o almeno sentiva cos’è una donna / e io sapevo che me lo sarei rigirato come volevo / e gli detti quanto più piacere potevo per portarlo a quel punto / finché non mi chiese di dir di sì / e io dapprincipio non volevo rispondere /guardavo solo in giro il cielo e il mare / pensavo a tante cose che lui non sapeva / di Mulveyl e Mr Stanhope eHester e papà e il vecchio capitano Groves / e i marinai che giocavano al piattello e alla cavallina come dicevan loro sul molo / e la sentinella davanti alla casa del governatore con quella cosa attorno all’elmetto bianco /povero diavolo mezzo arrostito / e le ragazze spagnole che ridevano nei loro scialli / e quei pettini alti / e le aste la mattina i Greci e gli ebrei e gli Arabi e il diavolo chi sa altro da tutte le parti d’Europa / e Duke street e il mercato del pollame / un gran pigolio davanti a Larby Sharonl / e i poveri ciuchini che inciampavano mezzi addormentati / e gli uomini avvolti nei loro mantelli / addormentati all’ombra sugli scalini / e le grandi ruote dei carri dei tori /e il vecchio castello vecchio di mill’anni / sì e quei bei Mori tutti in bianco / e turbanti come re / che ti chiedevano di metterti a sedere in quei loro buchi di botteghe / e Ronda con le vecchie finestre delle posadas /fulgidi occhi celava l’inferriata / perché il suo amante baciasse le sbarre / e le gargotte mezzo aperte la notte /e le nacchere / e la notte che perdemmo il battello ad Algesiras / il sereno che faceva il suo giro con la sua lampada / e Oh quel pauroso torrente laggiù in fondo / Oh e il mare / il mare qualche volta cremisi come il fuoco / e gli splendidi tramonti / e i fichi nei giardini dell’Alameda / e tutte quelle stradine curiose / e le case rosa e azzurre e gialle / e i roseti e i gelsomini e i geranii e i cactus / e Gibilterra da ragazza dov’ero un Fior di montagna / sì quando mi misi la rosa nei capelli / come facevano le ragazze andaluse / o ne porterò una rossa / / e come mi baciò sotto il muro moresco / e io pensavo be’ lui ne vale un altro / e poi gli chiesi con gli occhi di chiedere ancora / sì allora mi chiese se io volevo / sì dire di sì / mio fior di montagna / e per prima cosa gli misi le braccia intorno / sì e me lo tirai addosso / in modo che mi potesse sentire il petto tutto profumato / sì e il suo cuore batteva come impazzito / e sì dissi / sì voglio / sì.”

Questo è un flusso di coscienza. Facciamo una distinzione fondamentale tra flusso di coscienza e monologo interiore: il flusso di coscienza (in inglese “stream of consciousness”) sono i pensieri disordinati che si affollano nella nostra mente, mentre il monologo interiore è qualcosa di più ordinato, ogni singolo pensiero ha un inizio e una fine. Qui a “parlare” è Molly Bloom, la moglie del protagonista, Leopold Bloom. Riflette su diversi eventi che hanno avuto luogo nel corso della sua vita e cos’è la prima cosa che salta all’occhio? Il fatto che il tutto è privo di punteggiatura e che i pensieri sono totalmente scollegati fra loro, da un pensiero si passa a un altro. Joyce è riuscito perfettamente a riprodurre il flusso di coscienza. Una tecnica eccezionale. Adesso possiamo comprendere le difficoltà di cui parlava l’autore per quanto riguarda la scrittura degli ultimi capitoli. Tra l’altro, possiamo riscontrare il flusso di coscienza anche nel terzo capitolo del romanzo. Ma credo che quest’ultimo capitolo sia più bello e anche dolce poiché verso le ultime righe Molly ripensa a quando Leopold le fece la proposta di matrimonio e possiamo notare quanto sia ricorrente la parola “sì” perfino laddove non avrebbe alcun senso. Favolosa la frase finale in cui afferma “sì voglio sì”. La trovo veramente tenera. Questo flusso di coscienza mi ha colpito subito, fin dal primo istante in cui l’ho letto sul mio libro di inglese al liceo. E voi cosa ne pensate?

Un bacio a tutti! 🙂

Annunci

2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. conletizia
    Set 30, 2017 @ 16:09:03

    Cara Giulia, il monologo finale di Molly Bloom è tra gli argomenti che preferisco chiedere ai maturandi durante gli esami di Stato. Peccato che siano in pochi ad apprezzarlo… viene amato anni dopo quando, appunto, si è più maturi.

    Liked by 1 persona

    Rispondi

    • Giulia
      Ott 01, 2017 @ 10:55:40

      Io l’ho proprio portato agli esami di maturità nella mia tesina perché la mia tesina era incentrata sull’inconscio. A me è piaciuto da subito questo flusso di coscienza, avevo notato una profondità pazzesca. Chiederlo agli esami credo sia una cosa giusta. Peccato che, appunto, non venga apprezzato a dovere ma venga considerato solo un insieme di frasi sconnesse fra loro.

      Mi piace

      Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: