Giuditta decapita Oloferne e L’incredulità di San Tommaso di Caravaggio

Buongiorno!

In occasione del compleanno di Caravaggio che è stato ieri, voglio rendere omaggio a questo grande artista analizzando con voi due dei suoi quadri più famosi, ossia “Giuditta decapita Oloferne” e “L’incredulità di San Tommaso”.

“Giuditta decapita Oloferne” risale al 1599 circa, le sue dimensioni sono 145×195 centimetri, la tecnica utilizzata è olio su tela ed è ubicato presso la Galleria Nazionale di Palazzo Barberini a Roma.

Prima di descriverlo, cerchiamo di capire chi erano Giuditta e Oloferne. Caravaggio ha voluto ritrarre un momento in particolare che possiamo riscontrare nella Bibbia, nel “Libro di Giuditta”. Quest’ultima era una ricca vedova ebrea, la quale intendeva salvare il suo popolo dall’assedio del re Oloferne. Una notte, la donna si agghindò e si recò presso Oloferne in compagnia di una serva, fingendo di dover tradire la sua gente e dunque di consegnarla al re. Lui la invitò al suo banchetto e dopo essersi ubriacato, Giuditta aspettò il momento opportuno per ucciderlo e lo fece decapitandolo con due colpi di scimitarra. Successivamente pose la testa del nemico all’interno della cesta delle vivande. Poi tornò vittoriosa presso il suo popolo. Giuditta appare come la metafora della virtù e della devozione a Dio.

A quanto pare, il dipinto è stato commissionato a Caravaggio da Ottavio Costa a Roma. Si pensa ciò poiché nel corso del restauro avvenuto nel 1999 si potè notare sul retro della tela le iniziali “c.o.c” che furono tradotte come “collezione Ottavio Costa”. Inoltre, sono state viste anche delle incisioni sul braccio destro di Giuditta e vicino al tendaggio che il pittore aveva tracciato con il manico del pennello. Faceva ciò per fissare la posizione dei modelli nel momento in cui venivano ritratti durante la posa. La modella di Giuditta è probabilmente Fillide Melandroni, a quanto pare un’amica di Caravaggio. Come potete vedere, lo sfondo è scuro, buio a eccezione di un panneggio rosso che si trova dietro Oloferne. Quest’ultimo assume una smorfia di orrore e di paura, mentre Giuditta, a giudicare dalla sua espressione, sembra piuttosto decisa in ciò che sta facendo; la testa non si è ancora staccata dal busto e vi è un abbondante fiotto di sangue che sgorga dal collo dell’uomo. Abbiamo un contrasto di luci e ombre e anche il contrasto tra il bellissimo profilo di Giuditta e quello rugoso dell’anziana signora che assiste alla macabra scena. Grazie alla profondità psicologica di Giuditta, tale episodio è stato interpretato come metafora della virtù sul male, come rappresentazione della Chiesa (Giuditta) che vince sull’eresia o come ispirato da un fatto di cronaca nera verificatosi a Roma nel 1599, ovvero la decapitazione di una fanciulla di nome Beatrice Cenci, accusata di aver ucciso il padre.

“L’incredulità di San Tommaso” risale al 1600-1601, le dimensioni sono 107×146 centimetri, la tecnica utilizzata è anche qui olio su tela ed è ubicato presso la Bildergalerie di Potsdam, in Germania.

Grazie a varie fonti, si pensa che il quadro fu commissionato a Caravaggio dal banchiere Vincenzo Giustiniani e, difatti, il dipinto apparve poi nell’inventario della collezione Giustiniani. Il dipinto era stato impostato da Giustiniani sopra ad una porta cosicché chiunque entrasse potesse ammirarlo dal basso.

La scena del quadro è tratta dal vangelo di San Giovanni, secondo cui appunto Gesù, una volta risorto, era apparso agli apostoli in carne e ossa ma San Tommaso non era presente e quando gli fu riferito non vi credette. Affermò, difatti, che avrebbe creduto a ciò solamente se fosse riuscito a mettere un dito nella piaga del costato di Gesù. Dopo otto giorni, Cristo apparve nuovamente agli occhi degli apostoli, stavolta anche in presenza di San Tommaso, e disse a quest’ultimo: “Metti qui il tuo sito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!” (Gv. 20,19-31).

Caravaggio operò un’inquadratura di tre quarti in cui vi sono disposti i quattro personaggi su uno sfondo totalmente nero. Ciò permette all’osservatore di porre la sua attenzione al profilo di San Tommaso, mentre la luce illumina il costato, il profilo e la fronte di Gesù. Tra l’altro tale inquadratura permette anche di concentrare l’attenzione sull’atteggiamento e l’espressione dubbiosi di San Tommaso il quale pone la testa verso il basso e che viene rassicurato da Cristo che pone invece il capo verso l’alto. Vi è poi una disposizione a croce composta dalle quattro teste e una a triangolo composta dagli sguardi che consentono all’osservatore di immergersi ulteriormente nella scena a livello emotivo. A completare l’opera vi sono altri due elementi: l’intersecarsi di due assi principali, ovvero quello orizzontale formato dal braccio di Tommaso e dalle mani di Gesù e quello verticale che passa dalla testa dei due apostoli e prosegue su quella di Tommaso; un arco formato dalle schiene di Cristo e di San Tommaso. Il tutto viene messo in risalto da una luce proveniente da sinistra che indica la luce della rivelazione e illumina le fronti corrugate degli apostoli, le quali indicano il dubbio e lo stupore, e la carne viva di Gesù.

Insomma, possiamo dire che Caravaggio creò due opere di grande spessore artistico. Personalmente, tra i due, preferisco quest’ultimo dipinto, senza dubbio anche per la scena riprodotta ma in entrambi vedo degli elementi che li arricchiscono, ad esempio il gioco di luci e ombre che rende il tutto più chiaro e che ci pone a un contatto diretto con i personaggi che li ritraggono e con le vicende. Che dire, buon compleanno al grande Caravaggio anche se in ritardo di un giorno!

Un abbraccio a tutti! 🙂

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Antonio
    Ott 01, 2017 @ 02:10:40

    Ieri ho letto il tuo articolo sulla tragedia. Adesso mi fai scoprire due quadri così intensi e… tragici, sotto certi aspetti…

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  2. Antonio
    Ott 01, 2017 @ 02:12:32

    Come non notare un’unica forza espressiva che collega l’antica tragedia a queste magnifiche opere artistiche, nonostante i temi e i tempi differenti?

    Liked by 1 persona

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