Estratto di una lettera di Cesare Pavese

Buonasera!

Voglio condividere con voi un estratto di una lettera scritta da Cesare Pavese, contenuta all’interno del suo Epistolario pubblicato in due volumi nel 1966. Vi riporto l’immagine:

Pavese scrive questa lettera a Giuseppe Vaudagna, probabilmente un amico, e ci propone una riflessione. Egli prova paura per il suo destino e quello del mondo intorno a sé. È come se ciascun fattore esterno gli provocasse sofferenza, tanto da dire che non possono venir fuori delle pagine scritte, neppure brutte ma piuttosto nevrosi o funerali. Ciò che dice è di estrema importanza poiché ci fa comprendere che già allora si provava malessere e si aveva timore per ciò che riservasse il proprio futuro. Il pezzo finale, poi, è molto bello perché l’amico Giuseppe una volta aveva forse detto all’autore che tutto ciò che accade, anche le cose più terribili sono in realtà delle esperienze che plasmano il nostro essere, la nostra persona; ma Pavese è contrario, definisce queste esperienze degli incubi, delle coliche e dei pugni sulla testa. Personalmente, io percepisco una sorta di diffidenza da parte di Pavese nei confronti dell’intero mondo che lo circondava ma, naturalmente, posso anche sbagliarmi. Ma in fondo, tutto ciò è piuttosto veritiero, specialmente ai giorni nostri. Tutti noi abbiamo paura di ciò che può riservarci o meno il futuro e, perché no, anche dell’ambiente circostante. Proviamo diffidenza molto spesso. Io riesco a capire lo stato d’animo di Pavese in questa lettera e nonostante utilizzi dei termini semplici per esprimere la sua malinconia, sono parole che toccano molto. A me senz’altro. Leggo in tali righe paura per il domani, semplicemente. Quante volte ci capita di rimanere delusi? Quante volte, soprattutto oggi come oggi, diciamo “Chissà cosa ne sarà di me”?

Credo che con questa lettera Pavese cercasse consolazione e conforto da parte dell’amico. E ne approfitto per dire quanto erano belle le lettere: quando si scrivevano, quando si attendeva la lettera di risposta. Com’era bello sapere che qualcuno dall’altra parte del mondo o della città si mettesse seduto e cominciasse a scrivere con tanto interesse e in molti casi con tanto amore. Avevano un fascino incredibile. Adesso si prediligono mezzi di comunicazione più rapidi ma in realtà era quello il mezzo di comunicazione per eccellenza.

Buonanotte e un bacio a tutti! 🙂

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4 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. ilmestieredileggereblog
    Ott 28, 2017 @ 21:41:42

    Bello, Giulia, che tu segnali queste lettere, e in particolare questa frase.

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