“Imagine living here in Sicily”

Buongiorno!

Oggi voglio dedicare la parentesi artistica alla mia amata Sicilia e in particolar modo ad un progetto avviato da un imprenditore italiano che vive in Inghilterra che consiste nel promuovere e far conoscere questa splendida regione che merita tanta attenzione e occhi che la osservino.

Questo imprenditore ha mandato un bravo regista per tre mesi in Sicilia ad effettuare delle riprese di ciascun posto che poi hanno unito per creare un video di presentazione della regione che io trovo a dir poco splendido intitolato “Imagine living here in Sicily”; esso è diventato virale, girando su ogni social (soprattutto Facebook) e totalizzando milioni di visualizzazioni. Del resto non si può restare indifferenti dinanzi a tanta bellezza. Ogni volta che lo vedo mi viene la pelle d’oca poiché ne resto ammaliata e perché trovo che la musica scelta sia favolosa e appropriata.

La Sicilia viene spesso sottovalutata quando invece è ricchissima e potrebbe donare veramente tanto. Vi accorgerete anche della spontaneità della gente non appena vedrete il filmato.

Adesso vi metterò il video ma ci tengo a dirvi che per ulteriori informazioni, per chi non avesse mai visitato la Sicilia, basta andare sul loro sito http://www.sicily.co.uk al cui interno troverete anche una mappa di ogni posto che include luoghi da visitare e perfino luoghi in cui mangiare! Ecco qui il video:

Penso non occorra dire altro se non che la Sicilia è arte nella sua interezza. Vediamo cosa ne pensate.

Un abbraccio e buona domenica a tutti! 🙂

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Faro

“Le luci dei lampioni si fanno strada sul tuo volto;
Seduti su una panchina, occhi negli occhi;
Il mio riflesso nella tua anima, il silenzio ci avvolge;
Tante onde burrascose ci hanno sommersi ma siamo ancora io e te, qui e ora;
Una carezza per dirti che nulla è perduto, un bacio per dirti che abbiamo ancora molto da fare;
Restiamo per sempre su questa panchina, che ne dici?
Cuore nel cuore, mani nelle mani;
Sei la riva su cui voglio sempre approdare;
Tendo la mia mano per sostenerti, non potrai mai cadere;
Faro della mia vita, custode dei miei sentimenti, limpido oceano”.

Giulia

William Shakespeare, Sonetto 18

Buonasera!

Oggi ci concentreremo su uno dei sonetti più belli e più famosi di William Shakespare, ossia il sonetto numero 18 dedicato alla figura del “fair youth”, cioè “bel giovane” nonostante la parola “youth” letteralmente significhi “giovinezza”.

I sonetti sono 154 e ciò fa riferimento all’unitarietà poiché il numero 154 è il prodotto di 11×14 e rappresenta metaforicamente il sonetto perfetto formato da 11 sillabe e quattordici versi. Ma andiamo al testo del sonetto numero 18:

“Shall I compare thee to a summer’s day?

Thou art more lovely and temperate:

Rough winds do shake the darling buds of May,

And summer’s lease hath all too short a date:

Sometime too hot the eye of heaven shines,

And often is his gold complexion dimmed;

And every fair from fair sometime declines,

By chance or nature’s changing course untrimmed.

But thy eternal summer shall not fade,

Nor lose possession of that fair thou ow’st;

Nor shall death brag thou wander’st in his shade,

When in eternal lines to time thou grow’st:

So long as men can breathe, or eyes can see,

So long lives this, and this gives life to thee”.

Traduzione:

Devo paragonarti a un giorno d’estate? Tu sei più incantevole e mite. Impetuosi venti scuotono le tenere gemme di maggio, e il corso dell’estate è fin troppo breve. Talvolta troppo caldo splende l’occhio del cielo e spesso il suo aureo volto è offuscato, e ogni bellezza col tempo perde il suo fulgore, sciupata dal caso o dal corso mutevole della natura. Ma la tua eterna estate non sfiorirà, nè perderai possesso della tua bellezza; nè morte si vanterà di coprirti con la sua ombra, poichè tu cresci nel tempo in versi eterni. Finchè uomini respirano e occhi vedono, vivranno questi miei versi, e daranno vita a te

Io lo trovo semplicemente sublime. Shakespeare ha saputo accostare delle figure inerenti alla natura che sono incantevoli. Paragona il giovane a un giorno d’estate, dunque un clima soleggiato, il cielo sereno e tutto ciò non può che mostrarci i tratti somatici di tale giovane che, molto probabilmente, avrà dei capelli biondi, degli occhi azzurri e una carnagione chiara. Insomma, il classico ideale di bellezza. E in effetti è vero: spesso immaginiamo un personaggio di una poesia con le stesse caratteristiche oppure possiamo pensare a come vengono dipinti i principi nei cartoni animati. Non c’è nulla da fare, è il modello per eccellenza e non perché gli uomini dai tratti somatici scuri siano meno belli; lo sono altrettanto ma il fatto è quell’ideale trasmette un senso di purezza fisico e spirituale, secondo il mio parere.

L’autore si era sicuramente invaghito di questo giovane provando un senso di ammirazione, di piacere solamente a osservarlo data la sua bellezza. Afferma che quest’ultima non sfiorirà mai, che sarà tale in eterno ma le parole più belle sono quelle che chiudono il sonetto, ovvero che finché vivranno gli uomini e finché vi saranno occhi, il giovane rivivrà sempre attraverso questi versi. E quindi, se ben riflettete, non cesserà mai di vivere e di brillare in quanto vi sarà sempre vita e dunque anche occhi per guardare e leggere questo sonetto.

Ogni volta che leggo questo componimento, mi emoziono poiché si percepisce il fatto che sia stato scritto con il cuore e con quanta accuratezza siano state scelte le immagini. Una delle cose più belle in grado di arrecare gioia è elogiare il proprio amato o la propria amata o semplicemente una persona per cui si prova molta stima e che ne è degna.

E voi cosa ne pensate?

Un bacio a tutti! 🙂

Il concetto di Kalokagathìa

Buongiorno!

Oggi ci soffermeremo su un concetto molto importante e caro agli antichi greci, ossia quello di kalokagathìa.

Innanzitutto, vediamo l’etimologia del termine: esso è una crasi del greco “kalòs kai agathòs”, cioè bello e buono. Ma cosa s’intende precisamente per bello e buono?

“Bronzi di Riace”

Intanto, nella Grecia arcaica la bellezza era riconosciuta come un valore assoluto donato dagli dèi all’uomo che molto spesso si associava alle gesta eroiche, specie quelle che caratterizzano l’Iliade e l’Odissea di Omero.

I greci sostenevano che i valori di bello e buono dovessero riferirsi alla sfera militare. Per cui un uomo bello avrà una eccellente prestanza e forma fisica (frutto di un allenamento e di un processo educativo che ha inizio nella pubertà) che gli consenta di fronteggiare i nemici e sarà buono in senso di valoroso in guerra. Ma siamo sicuri che ciò ebbe origine dai greci e più precisamente da Omero, il quale inserì questi ideali nei suoi celebri poemi? Ebbene, non è così.

Si pensa, difatti, che a introdurre questo concetto e questi valori siano stati i Sofisti ad Atene nel V secolo a.C. riferendosi, invece, alla sfera intellettuale, in particolar modo per quanto riguardava la carriera oratoria e politica. Dunque un uomo doveva essere bello e buono moralmente, doveva avere una certa sensibilità. Possiamo dire che si trattasse dell’ideale di uomo perfetto, il quale possedeva valori come la virtù e la giustizia. A tal proposito, Platone credeva che questo tipo di uomo si potesse riscontrare all’interno dell’iperuranio, mondo ideale in cui ogni elemento è perfetto e in totale armonia.

Ma non è finita perché non si cercò di adattare il concetto di kalokagathìa solamente all’uomo, bensì anche all’universo circostante, dunque a livello cosmologico. Per bello e buono, per perfezione s’intendeva in tal caso l’equilibrio tra i vari movimenti astronomici, tra i rapporti matematici (come avevano già studiato i pitagorici) e tra i corpi celesti, il tutto racchiuso nel termine greco di tèleios, ossia perfetto. Potremmo un po’ pensare a Copernico ma anche a Democrito, direi.

Credo che la kalokagathìa è uno dei concetti più belli dell’antica Grecia anche perché è il risultato di molti sacrifici e di una corretta educazione sia sul piano fisico che morale. E si sa che ciò che è frutto di sacrificio e dedizione, soddisfa maggiormente. Gli uomini greci affrontavano un percorso piuttosto duro e rigido ma direi che ne valesse la pena. Oggi, purtroppo, questo concetto è stato rovesciato e ad ogni modo non tutti gli uomini posseggono tali ideali e penso che ciò arrechi amarezza.

Un abbraccio e buona giornata a tutti! 🙂