Oratorio dei Bianchi alla Kalsa, Palermo

Buonasera!

È una gioia per me poter tornare a scrivere sul blog! Come promesso, vi spiegherò alcune cose.

Innanzitutto, mi sono assentata per via dello studio che mi toglie diverso tempo seguendo anche tutte le lezioni. Inoltre, le lezioni sono appena ricominciate e ho un orario tremendo! Chiaramente vado con piacere dato che mi appassiona però, chiaramente, risulta un pochino stancante. Oltre a questo, durante l’estate, dopo gli esami, ho cercato di godermi un po’ il tempo libero, dedicandomi anche al romanzo che sto scrivendo (come vi avevo accennato precedentemente) e a metà Agosto ho avuto la fortuna di poter lavorare (peraltro è stata la mia prima esperienza lavorativa in assoluto!) come guida turistica presso l’Oratorio dei Bianchi nella mia città, per qualche giorno in occasione della mostra di arte contemporanea intitolata “Apriti cielo” di Franco Politano e dell’esposizione degli stucchi di Giacomo Serpotta.

Potrete immaginare la mia felicità! Per me è stata una splendida opportunità che mi ha permesso di iniziare ad approcciarmi su quello che sarà il mio campo in futuro, ovvero quello turistico e artistico.

A fine Agosto, invece, sono stata in vacanza sempre nella mia amata Sicilia (perché intendo conoscerla a fondo) presso Porto Empedocle, vicino Agrigento e ho visitato diversi luoghi di cui vi parlerò e mostrerò delle foto negli articoli successivi.

Questa sera voglio raccontarvi la storia dell’Oratorio dei Bianchi e illustrarvi alcuni scatti della mostra dopo avervene spiegato i temi principali.

L’Oratorio dei Bianchi è situato a Palermo nel quartiere della Kalsa che, come molti di voi sapranno, è uno dei più antichi quartieri arabi. L’Oratorio risale al 1400 ed era il luogo in cui si riuniva la confraternita dei Bianchi, così denominati per via della bianca veste che indossavano. La Compagnia dei Bianchi è stata fondata nel 1541 su suggerimento dell’allora futuro vescovo di Crotone, Pietro Paolo Caporella, al vicerè di Sicilia Ferdinando Gonzaga. Il compito di questa confraternita era confortare i condannati a morte e condurli verso una morte più serena, per quanto possibile. All’interno della struttura vi sono, tra gli ambienti principali in cui si riunivano i Bianchi, la chiesetta e la sala Fumagalli. L’Oratorio è a pochi passi da altri siti artistici altrettanto importanti come la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo e Palazzo Abatellis, a tal punto da offuscarlo quasi. Purtroppo non è immediatamente visibile ed essendo poco conosciuto, i turisti si recano presso le altre strutture, appunto. Questo per me è assolutamente un peccato perché vale la pena visitarlo e la mostra è perfino gratuita! Per cui, doppiamente. A differenza di tanti altri siti il cui costo del biglietto a volte può risultare eccessivo per alcuni, magari. Ma andiamo alla mostra per poi ricollegarci alla storia dell’edificio.

Franco Politano, autore della mostra “Apriti cielo”, è un artista catanese. Il tema principale della mostra è Cristo unito anche alle sale e agli elementi caratteristici del posto per la sua storia. Proprio prima di entrare sulla destra vi è una corona di spine e ciascuna spina rimanda ai nostri peccati affinché possiamo ricordarcene e ovviamente rimanda alla corona di spine di Gesù. Entrando sulla destra abbiamo “La porta della Vittoria” e “La porta dell’accoglienza”. La prima è la porta più antica di Palermo (era una delle entrate della città araba) perche è stata spostata all’interno dell’Oratorio quando fu costruito e si è mantenuta perfettamente; questa porta è molto importante anche perché pare che da essa siano entrati i Normanni a Palermo guidati dal Conte Ruggero. Non solo: pare anche che al Conte, prima di andare in spedizione, gli sia apparsa la Vergine Maria e che gli abbia indicato la strada. Difatti, sulla parete sopra alla porta vi è un affresco che raffigura proprio la Vergine Maria che tiene in mano la bandiera bianca che rappresenta proprio la bandiera della vittoria. La seconda porta, invece, è opera di Franco Politano ed è composta da chiodi sporgenti (tutt’altro che accoglienti!) che rimandano ai chiodi della porta antica. È come se le due porte comunicassero fra loro e si raccontassero le vicende accadute.

Proseguendo si ha modo di osservare gli splendidi stucchi di Giacomo Serpotta, importante scultore palermitano del ‘600 e figlio di Gaspare Serpotta. Vi sono delle allegorie come quella della vittoria, della purezza e della carità e perfino Santa Rosalia, patrona di Palermo. Serpotta creò diverse allegorie che sono sparse un po’ nei vari oratori di Palermo (per esempio l’Oratorio di Santa Cita). La sua specialità sono i puttini, ossia degli angioletti giocosi davvero raffinati. Al centro della sala al piano terra vi è un complesso (intendo sempre uno stucco), ovvero il Padre Eterno ed è qualcosa di eccezionale. Tutti gli stucchi erano precedentemente all’interno della Chiesa delle Stimmate di San Francesco che, nel 1875, è stata demolita per costruire l’odierno teatro Massimo di Palermo. Difatti vi è anche una foto che raffigura l’installazione originaria degli stucchi.

Nella stessa sala abbiamo l’installazione principale della mostra da cui prende anche nome ed è un cielo con delle chiavi incastonate, fatto di materiale leggero. Le chiavi rappresentano un po’ le nostre, magari i nostri segreti o i nostri desideri, sogni. Quest’opera è di libera interpretazione.

Salendo al piano superiore abbiamo, superate le scale, un’altra installazione di Franco Politano intitolata “L’esercito delle anime”, ovvero dei soldati (rappresentati da antichi strumenti per arare la terra) privi di espressione e di armature che simboleggiano tutti coloro che si sono dovuti arrendere al potere e che hanno purtroppo contribuito alla crocifissione di Gesù, rappresentata da una croce priva di soggetto. Capiamo che si tratta della croce di Cristo poiché vi è appeso un martello insanguinato che rimanda ai nostri errori e alle nostre colpe e ai lati della croce vi è della lana, simbolo dell’agnello sacrificale e dunque di Cristo che si è sacrificato per noi.

Superate le altre scale vi è, invece, ancora un’altra porta, cioè “La porta degli angeli”, fatta interamente di camera d’aria. Tale porta è semiaperta e il messaggio è che non basta oltrepassarla per dimenticare tutte le malefatte che si sono verificate nel tempo.

Successivamente, si giunge ad un’altra sala, ossia l’ex chiesetta in cui si riunivano i Bianchi. Precedentemente sulla destra e sulla sinistra delle pareti erano addossate delle panche in cui sedevano proprio loro. Il pavimento, un tempo, era interamente fatto di maioliche che raffiguravano Mosè che fa sgorgare l’acqua dalle rocce nel deserto. Purtroppo però l’Oratorio è rimasto abbandonato per diverso tempo “ospitando” gatti randagi e così via, e il pavimento è stato trafugato. Si era cercato di proteggerlo con delle garze e del gesso ma non si è fatto che peggiorare la situazione. Ed è proprio nella parte centrale dell’immagine che mancano maioliche. Pensate a chi adesso li avrà in casa! Sulle pareti a destra e a sinistra vi sono otto affreschi, quattro per parete, che rappresentano scene dell’Antico Testamento. Tra esse, le più importanti sono due: la decapitazione di Oloferne da parte di Giuditta (come in Caravaggio) dove centrale è il potere della donna che, infatti, lo decapita quando i soldati sono mezzi ubriachi e addormentati, e il sacrificio di Isacco da parte di Abramo. Così come Isacco ha gli occhi bendati, allo stesso modo noi dobbiamo chiudere gli occhi, fidarci di Cristo e lasciarci guidare nel nostro cammino di fede.

Poi, abbiamo un altro affresco di Manno, che raffigura il martirio di San Giovanni e sopra vi sono degli angioletti che ricordano proprio che la morte conduce alla salvezza eterna, e un dipinto di Mercurio in merito alla crocifissione di Gesù.

Nella sala è presente anche un’installazione di Franco Politano intitolata “Radici cristiane”. Il pavimento è cosparso di scarpe (non sto scherzando!) che vanno in direzione dell’altare e alle spalle di esse vi è un trono. Le scarpe simboleggiano tutte quelle persone che hanno scelto di lasciarsi alle spalle il potere dell’Inquisizione (dunque il trono) e di seguire Gesù. Al centro delle scarpe dei tronchi insanguinate che formano una croce e rimandano proprio alle radici cristiane, da cui prende nome l’opera.

Dopo ci si sposta nell’ultima sala (almeno tra quelle a cui è consentito l’accesso dal momento che ve ne saranno altre) che a parer mio è la più bella. Mi riferisco alla Sala Fumagalli. Essa è stata totalmente affrescata nel 1776 da Gaspare Fumagalli stesso e ha delle decorazioni stupende con la tecnica in trompe-l’oeil, ovvero delle immagini su superficie bidimensionale, e l’osservatore ha la sensazione di contemplare oggetti reali. Tale sala è importante perché è quella in cui si riuniva la Confraternita dei Bianchi una volta l’anno durante il venerdì Santo, per poter liberare un solo condannato a morte. Purtroppo era loro consentito di liberarne soltanto uno. Si riunivano lì per circa tre giorni e dopo aver concesso una confessione al “fortunato”, lo rilasciavano. All’interno abbiamo altre opere di Franco Politano, ossia “I sette cristi”, “Le ali della libertà” e “La barca”. La prima raffigura sette cristi abbracciati che rappresentano le religioni del mondo che dovrebbero unirsi per combattere tutto il male che accade giorno dopo giorno e che provoca sconvolgimento spingendo perfino la gente ad allontanarsi dalla propria patria; “La barca”, difatti, è un esempio di questo tipo poiché simboleggia l’immigrazione e al suo interno della lana che forma la sagoma di un uomo. “Le ali della libertà”, invece, sono adagiate su dei cuscini sparsi sul pavimento. Le ali sono composte da diversi materiali, dall’ovatta alla paglia, dalle piume alle componenti interne di un’auto. Simboleggiano il fatto che secondo l’artista possiamo raggiungere la vera libertà solo nel momento in cui moriamo.

È così che ha termine la mostra! Ho cercato di farvela “visitare” virtualmente e adesso vi mostro delle immagini (alcune ho dovuto reperirle dalla pagina Instagram dell’Oratorio poiché non sono riuscita a scattarne tantissime) così che voi possiate rivedere in esse tutto ciò che vi ho detto.

“Corona di spine” all’ingresso.

“Porta della Vittoria”.

“Padre Eterno”.

“Allegoria della vittoria e della purezza”.

“Esercito delle anime”.

“Porta degli angeli”.

“Radici cristiane”.

Sala Fumagalli.

“La Barca” e “Le ali della libertà”.

“Puttini”.

“Apriti cielo”.

Beh, cosa ne pensate? Io trovo che la mostra sia splendida e molto suggestiva, fa riflettere molto. Fortunatamente, l’Oratorio è stato riaperto al pubblico e poi ristrutturato intorno al 1900 grazie alla soprintendenza dei beni culturali di Palermo per fruirne al meglio e perché sarebbe stato veramente un peccato. Un tesoro purtroppo nascosto e poco visibile e conosciuto. Ma una volta entrati, ci si chiede come si faceva a non conoscerlo!

Un bacio a tutti!

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Sícílíë pittura fiamminga

Buonasera a tutti!
Voglio parlarvi di una mostra molto bella che ho visto giusto martedì e che rimarrà allestita a Palermo fino al 28 Maggio. Si tratta di una mostra intitolata “Sícílíë pittura fiamminga” al cui interno vi sono dipinti di vari artisti, tra cui Van Dyck.

Molti quadri sono incentrati sulla figura di Gesù Cristo e quindi, ad esempio, vi è la crocifissione e non solo. Le cose che più mi hanno colpito di tale mostra sono le seguenti:
-I trittici. Ve ne sono di incantevoli e, devo dire, che apprezzo parecchio questo genere di dipinti perché possono essere incentrati su tre diversi momenti oppure su tre momenti strettamente legati fra loro. Mi hanno colpito molto i colori e la raffinatezza con cui sono ritratti i soggetti;
-I dipinti molto grandi. In particolare ve sono due immensi e di essi mi ha colpito la luce che sprigionano, specie in uno dei due dove uno dei soggetti tiene in mano una fiaccola e sembra realmente che quella fiamma illumini l’intero ambiente;
-Un dipinto riguardante la morte di Cristo in cui una donna, suppongo Maria, sta piangendo e le lacrime sono così vere che pare quasi di toccarle se si potesse porre un dito sulla tela;
-Una serie di codici scritti in latino e con i tipici caratteri che venivano utilizzati un tempo. Semplicemente favolosi, con quei colori e quei piccoli disegni che riportano a un’altra epoca. Sapete cosa mi ricordano? I libri che talvolta si vedono all’inizio dei cartoni Disney, che narrano tutta la storia.
La sala in cui sono esposte le opere ha le pareti rosse e mi è piaciuta parecchio. Unica nota dolente di questa mostra sono le luci un po’ scarse che non illuminano i quadri nel migliore dei modi; le foto possono essere scattate rigorosamente senza flash e se avete con voi degli zaini, dovrete porli non sulle spalle ma davanti, per ragioni di sicurezza.
Se siete di Palermo o semplicemente in visita, vi consiglio di andarla a vedere perché vi assicuro che non ve ne pentirete. Peraltro, il costo del biglietto è di sei euro e comprende perfino la visita della Cappella Palatina, altro tesoro da non perdere e visitata ogni giorno da milioni di turisti. Per cui, ottimo. Ma anche se il biglietto avesse un prezzo più elevato, sarebbero comunque soldi ben spesi.
Vi allego un paio di foto che ho scattato alla mostra e, già che ci sono, approfitto per annunciarvi una cosa: ho da poco aperto un sito tutto mio incentrato solamente sull’arte!
Chiaramente, continuerò ad occuparmi del blog. Quindi se volete vedere contenuti nuovo, diversi da quelli che inserisco qui in ambito artistico, allora vi lascio il collegamento diretto al sito: BELL’ARTE IN SALOTTO

Peraltro, tale mostra è il primo argomento che ho trattato sul sito e mi sembrava giusto condividerlo con voi! Se vi va, seguitemi anche lì e se conoscete persone interessate all’arte, spargete il più possibile la voce, mi farebbe piacere.
Detto ciò, vi lascio alle foto, un bacio!

Caravaggio-L’anima e il sangue

Buon pomeriggio!

Oggi intendo parlarvi di un film che ho visto al cinema nel mese di Febbraio e che hanno deciso di riproporre il 27 e il 28 Marzo per via del successo riscosso, un po’ come era stato per “Loving Vincent” la cui proiezione ha avuto luogo solo in alcuni giorni in particolare. Sto parlando di “Caravaggio-L’anima e il sangue”, distribuito da Nexo Digital anch’esso.

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Manuel Agnelli in una parte del film

Intanto, come tipologia è totalmente diverso da “Loving Vincent”, ad esempio. Quest’ultimo era dipinto a mano, mentre quello di Caravaggio è impostato in modo differente. Vi è la voce narrante di Manuel Agnelli il quale racconta la sua storia dall’inizio, dato che egli incarna il pittore stesso. Vengono mostrati i dipinti più importanti e di tanto in tanto viene fatta una ricostruzione dei fatti ponendo al centro proprio la figura di Agnelli in quanto interprete: nei suoi momenti più malinconici, nei suoi momenti di rabbia e di sconforto. In questo film viene dato tanto spazio all’espressività (ad esempio nel dipinto “Medusa” che non a caso è stato scelto anche per raffigurare la locandina) di cui sono intrise le opere del pittore ma anche all’espressività stessa del protagonista. Vengono mostrate perfino delle attrici che interpretano il ruolo delle concubine di Caravaggio. Alcune parti sono dedicate ad esperti di arte che parlano delle varie opere ed è piacevole ascoltare le loro opinioni. Dunque, lo si potrebbe definire un film-documentario.

Devo dire che mi è piaciuto molto però penso che lo avrei apprezzato anche senza la comparsa del protagonista. Magari sarebbe bastata la voce narrante, i vari dipinti dell’artista e le parti riservate al documentario. Inoltre, purtroppo, in alcuni istanti non riuscivo a capire cosa dicesse Agnelli poichè talvolta sembrava non scandisse bene le parole. Ad ogni modo, lo consiglio perchè è davvero interessante ed è possibile vedere anche i luoghi in cui si trovano i dipinti. Tra l’altro, si evince che anche Caravaggio aveva una certa sensibilità ed è sempre bello scoprire questo lato, specie in un pittore come lui che veniva da molti malvisto per la sua “aggressività” e per la sua sfacciataggine.

Sono felice che finalmente si sia deciso di dare spazio al mondo dell’arte nei cinema, anche se mi piacerebbe se venissero proiettati per più giorni, come accade per un normale film. Sarebbe senz’altro molto più bello perchè in questo modo non si avrebbe la fretta di andarlo a vedere solo nei giorni stabiliti e con l’ansia di non riuscire a trovare dei posti disponibili! Nel caso non l’abbiate ancora visto, vi inserisco il collegamento diretto al trailer e sono certa che tra non molto sarà possibile trovarlo anche in streaming (come Loving Vincent che ho avuto l’immenso piacere di rivedere l’altra sera): Trailer “Caravaggio-L’anima e il sangue”.

Un bacio a tutti! 🙂

Van Gogh Multimedia Experience

Buon pomeriggio!

E’ da molto che voglio parlarvi della mostra multimediale di Van Gogh che sono andata a vedere qualche mese fa e che è ancora in atto a Monreale presso il Complesso Monumentale Guglielmo II, in provincia di Palermo, e rimarrà allestita fino al 29 Aprile (ha avuto inizio il 25 Novembre). Non ve ne ho parlato prima perchè ho caricato anche le foto al computer e ho perso un po’ di tempo, perchè chiaramente vi mostrerò qualche scatto nonostante non sia perfetto!

Bene, innanzitutto all’entrata, nell’area in cui si fanno i biglietti vi è una zona sulla sinistra interamente dedicata ai gadgets raffiguranti i dipinti di Van Gogh, specie “Notte stellata”. Io purtroppo non ho comprato nulla ma avrei tanto voluto farlo ed è per questo motivo che, molto probabilmente, ci andrò una seconda volta sia per vedere la mostra sia per acquistare qualcosa. Ho visto dei foulards, dei portafogli e così via. Insomma, come inizio non c’è male e vale proprio la pena dare un’occhiata a questo angolino e mettere le mani in tasca!

La mostra è suddivisa in quattro zone principali, ovvero: il lungo corridoio nel quale è possibile conoscere la vita dell’artista, tappa per tappa, mediante dei dipinti appesi sulle pareti o proiettati da alcuni schermi con spiegazioni annesse; la sala 3D (di cui vi parlerò fra poco più nel dettaglio); la camera di Van Gogh e la sala delle proiezioni.

Andiamo per ordine:

1. La prima zona, come dicevo, è il lungo corridoio dove appunto è come se si camminasse passo passo nella vita di Van Gogh. La sua biografia è proiettata da schermi insieme ai suoi quadri, dai primi agli ultimi. Tutto è avvolto da una luce blu poichè sul soffitto è proiettato “Notte stellata” e di sottofondo si può udire una melodia dolce e lenta che ti invita proprio a proseguire il percorso e che crea un’atmosfera magica lungo il sentiero.

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2. La sala 3D è un modo per entrare proprio a contatto con i dipinti dell’artista. Una donna fa prendere posto su degli sgabelli e dà le varie istruzioni. Si indossano degli occhiali 3D in cui si vede una sala in cui si trova seduto Van Gogh su di una sedia, un pianista che suona e sul pianoforte vi è il vaso con i girasoli; i personaggi si alzano e li si può seguire voltandosi sul lato destro o sinistro con la testa o con tutto il corpo ma sempre restando seduti, perchè non è possibile alzarsi (magari si potrebbe anche uscire dalla stanza e non accorgersene nemmeno dal momento che si indossano gli occhiali!). Si sente anche la musica suonata dal pianista. Tutto in quel momento prende vita e ci si sente parte integrante di quei disegni, si crede di poter toccare le superfici o gli stessi personaggi con le proprie mani (io per prima ho cercato di toccare il pianoforte e ho mosso realmente la mano!). E’ bellissimo. Il tutto dura poco poichè sono poche le stanze in cui si può “entrare”. Purtroppo di questa parte non ho potuto scattare alcuna foto!

3. La camera di Van Gogh è molto particolare. Non so se vi è mai capitato di vedere il dipinto di Van Gogh della sua camera da letto molto sobria, semplice. Ce l’avete presente? Ecco! Pensate, l’hanno ricreata dal vivo. Io l’ho trovata identica e davvero stupenda. Questa stanza è avvolta dal silenzio, a differenza delle altre zone, così da permettere di porvi dinanzi ad essa e di poterla osservare con attenzione nei minimi dettagli ma soprattutto in modo da sentirvi realmente nella camera del pittore, come se foste degli ospiti ben accetti e che Van Gogh attendeva con ansia.

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4. L’ultima zona è la sala delle proiezioni. Si tratta di un grande salone ai cui lati vi sono dei grandi proiettori in cui si vedono dipinti ma anche frasi pronunciate dall’artista e alcune di esse sono splendide, vere e che toccano nel profondo, specie essendo a conoscenza della vita e dello stato d’animo di Van Gogh; inutile dirvi che anche lì vi era musica di sottofondo a riempire la sala. Leggendo tali parole ci si rende conto quanto in realtà lui fosse vicino a ognuno di noi più di quanto avremmo immaginato, quanto fosse simile a noi per i sentimenti, le sensazioni che provava, chi più chi meno, chiaramente; ma soprattutto ci si accorge della sua visione del mondo, il modo in cui vi si approcciava, il suo sguardo attento nei confronti della gente e di tutto ciò che lo circondava che gli consentì di realizzare capolavori.

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Penso abbiate capito ormai cosa penso di questa mostra. Credetemi, ne sono rimasta a dir poco incantata, anche perchè è una continua sorpresa. Ogni area è più bella dell’altra. Tra l’altro, era da tempo che volevo tanto vederla perchè è stata allestita in varie parti del mondo, inizialmente all’estero. E finalmente adesso è vicino a me! Quest’estate, se non sbaglio, era stata allestita anche a Taormina ma io non ero potuta andare a vederla. Quando sono uscita da lì, avevo voglia di rivederla e penso che prima della sua chiusura, mi recherò un’altra volta. Se non ci siete stati e abitate a Palermo o in provincia di Palermo o vi trovate semplicemente in visita, vi consiglio vivamente di andare a vederla perchè ne vale veramente la pena, non ve ne pentirete. Sono soldi ben spesi e, oltretutto, è un costo accessibile considerando la bellezza della mostra. Il prezzo intero è di circa 12 euro, mentre quello ridotto è di 8 euro. Su questo link troverete anche gli orari: http://www.palermotoday.it/eventi/mostra-van-goh-multimedia-experience-monreale.html

Sono certa che questa mostra farà il giro d’Italia o almeno lo spero così da dare a tutti la possibilità di vederla. Ah, a proposito: per quanto riguarda il film interamente dipinto “Loving Vincent”, vi informo che è uscito in DVD e Blue-Ray e che è possibile vederlo anche in streaming! Vi lascio con un’ultima foto tratta dalla sala delle proiezioni che raffigura una frase di Van Gogh più vera che mai.

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“Uno potrebbe avere un cuore in fiamme nella propria anima e nessuno che ci si sieda accanto per scaldarsi. I passanti vedono solo una traccia di fumo e continuano per la loro strada”.

 

Un abbraccio a tutti! 🙂

 

Cristalli in Ombra

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Vi starete senz’altro chiedendo a cosa alluda il titolo “Cristalli in ombra”.

Vi spiego subito: io e il mio fidanzato, Antonio, dal momento che abbiamo gli stessi interessi e la passione per la cultura, abbiamo deciso di aprire insieme un altro blog in cui parleremo di poesia (pubblicheremo anche poesie o altri testi scritti da noi), di letteratura, di natura (la quale è strettamente legata alla cultura), ed io mi occuperò anche di arte e di antropologia. Sono sicura che anche quest’ultima disciplina potrà essere di vostro gradimento; difatti, ho già scritto un articolo introduttivo riguardo a essa. Un elemento importante di questo blog sarà soprattutto la ripresa delle antiche poesie medievali, per intenderci, quelle della Scuola Poetica Siciliana di cui, purtroppo, quasi nessuno parla più; cercheremo di farle conoscere a tutti con un linguaggio accessibile, facendone una parafrasi e spiegandone il contenuto, chiaramente da un punto di vista personale, così da riportare in alto gli antichi valori che da esse si sprigionano.

Abbiamo scelto il nome “Cristalli in ombra” per il blog poiché, come ben sapete, molto spesso la bellezza e le meraviglie che ci circondano vengono celate, specie a causa di tante distrazioni che vi sono oggi, ad esempio la tecnologia che magari può porre un muro invisibile di cui talvolta non ci rendiamo neanche conto.

Spero apprezzerete gli argomenti propinati anche in quest’altro blog, mi farebbe tanto piacere. Ecco il collegamento diretto: Cristalli in Ombra

Inoltre, volevo dirvi che ho anche creato una pagina Facebook per Libero Emisfero di cui vi lascio subito il collegamento e, se volete, mettete un mi piace: Pagina Facebook Libero Emisfero

A presto! 🙂